Le denominazioni

Abruzzo

La denominazione Abruzzo DOC copre l'intera zona collinare della fascia costiera e pedemontana della regione Abruzzo. I vigneti di elezione di questa DOC sono il Montepulciano per il vino rosso, presente per almeno l'80%, e il Trebbiano per il vino bianco, presente per almeno il 51% e coadiuvato ad altri vitigni a bacca bianca non aromatici. I vini varietali, interamente prodotti da varietà autoctone, come Cococciola, Montonico, Passerina e Pecorino, possono includere il nome del vitigno nella denominazione. Sotto la denominazione è consentita anche la produzione di passiti e spumanti.

Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia

La denominazione Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia è riservata ad un aceto balsamico prodotto nella provincia di Reggio Emilia a partire dai vitigni Trebbiano, Occhio di Gatto, Spergola, Berzemino e dal Lambrusco di qualsiasi varietà o clone. La zona di produzione, caratterizzata da un'estate calda e secca, rappresenta il luogo migliore per svolgere l'ossidazione acetica ed evaporazione per concentrare il prodotto. È il risultato di un invecchiamento di minimo 12 anni nei solai o nelle soffitte delle cantine, ritenuti i luoghi migliori per svolgere questa fase. Questa avviene in legni di varia origine e natura, per acquisire straordinarie specificità organolettiche: tra i più comuni legni di affinamento troviamo il castagno che inscurisce il colore, il ciliegio che rende più dolce il sapore, il gelso che favorisce la concentrazione, il ginepro che lo aromatizza e il rovere che conferisce il tocco finale, da maestro. L'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia viene travasato via via in botticelle sempre più piccole per stabilizzare i profumi e arricchirli in intensità. Viene seguito nel suo lungo iter dal maestro acetaio che ne cura la complessità di sapori e aromi, infine viene sottoposto ad una commissione di assaggiatori prima di potersi fregiare della denominazione Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. È possibile differenziare il livello qualitativo degli aceti incrementando il periodo trascorso in affinamento. Sulle bottiglie può essere applicato un bollino che ne certifica la durata: Aragosta per gli Aceti Balsamici Tradizionali con almeno 12 anni di affinamento, Argento per 18-19 anni, Oro per 25 anni di affinamento.

Aceto Balsamico di Modena

L'Aceto Balsamico di Modena è un aceto balsamico ad Indicazione Geografica Protetta (IGP) prodotto nelle province di Modena e Reggio Emilia. Ottenibile da diverse ricette, deve essere realizzato con mosti provenienti dai vitigni Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni, almeno per il 20%, parzialmente cotti e/o concentrati. Inoltre può contenere fino ad un massimo del 2% di caramello al fine di stabilizzarne il colore. L'invecchiamento si svolge in contenitori di legno pregiato, generalmente rovere, ginepro, gelso, castagno, per almeno 60 giorni. Per un Aceto Balsamico di Modena il cui invecchiamento si protrae per almeno 3 anni è consentito l'utilizzo della dicitura "Invecchiato".

Aglianico del Vulture

L’Aglianico del Vulture DOC è una denominazione che si estende su numerosi territori di molti comuni della provincia di Potenza. Si tratta di un’area che si trova alle pendici dell’antico vulcano spento del Vulture. È una zona di antiche tradizioni nel campo della viticoltura, caratterizzata da suoli ricchi di minerali, derivanti dal disfacimento di rocce vulcaniche, e da un clima fresco. In queste condizioni, l’Aglianico del Vulture ha trovato l’habitat ideale per esprimersi su massimi livelli d’eccellenza, con vini di grande struttura, potenza ed eleganza, destinati anche al lungo invecchiamento.

Alexander Valley

Alexander Valley è una delle più importanti regioni vitivinicole della Sonoma County, in California. Tra le zone più calde della nazione, si estende intorno al fiume Russian, fino ai piedi delle montagne Mayacamas che separano Sonoma dalla Napa Valley. Il vitigno chiave di questa regione è certamente il Cabernet Sauvignon che restituisce vini più vivaci e meno fruttati di quelli prodotti nella vicina Napa a partire dalla stessa varietà. Nella Alexander Valley sono piantati anche altri vitigni, tra cui Merlot, Cabernet Franc, Chardonnay e Sauvignon, ma soprattutto vecchi vigneti di uve Zinfandel. Dal vigneto di Zinfandel Lytton Springs derivano alcuni dei migliori vini dell'intera California.

Alsazia

L’appellation Alsace AOC è stata istituita nel 1962. La regione si trova al confine con la Germania, nei pressi della città di Colmar. Copre una stretta fascia che corre da nord a sud, divisa in due zone: Bas-Rhin e Haut-Rhin. I vini Alsace AOC hanno la particolarità di riportare in etichetta il nome del vitigno. Le uve autorizzare per produrre vini in purezza sono 7: muscat, sylvaner, pinot blanc, pinot gris, pinot noir, riesling e gewurztraminer. E’ inoltre possibile realizzare degli assemblaggi con le stesse uve che prendono il nome di Edelzwicker e Gentil. Il 90% dei vini prodotti in Alsazia sono bianchi e si distinguono per grande finezza, freschezza e mineralità.

Alta Langa

Alta Langa DOCG rappresenta una delle migliori eccellenze della spumantistica Metodo Classico italiana. Si tratta di una zona piuttosto piccola, con una produzione di bottiglie limitata, ma di grandi tradizioni a altissima qualità. Le vigne sono coltivate nelle zone collinari di spiccata vocazione viticola situate nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare. Il clima fresco, le notevoli escursioni termiche e i terreni costituiti da marne calcareo-argillose sono perfetti per produrre eccellenti basi spumante. Il disciplinare definisce la base ampelografica per lo spumante bianco (anche riserva), spumante rosato (anche riserva) in un minimo di pinot nero e/o chardonnay del 90%. Possono concorrere altre uve non aromatiche, autorizzate nella regione Piemonte per un massimo del 10%. Le bottiglie devono sostare sui lieviti per un periodo minimo di 30 mesi e 36 per la versione riserva.

Alto Adige

Alto Adige DOC è una Denominazione Regionale, che comprende al suo interno sei sottozone: Colli di Bolzano, Meranese, Santa Maddalena, Terlano, Valle Isarco e Valle Venosta, ognuna con caratteristiche tipiche dal punto di vista della composizione dei terreni, dell’altitudine e delle esposizioni. Tra i vitigni che possono essere menzionati nell’etichetta dell’Alto Adige DOC ricordiamo tra i bianchi: chardonnay, pinot bianco, pinot grigio, sauvignon blanc, gewürztraminer, müller thurgau, riesling, riesling italico, kerner, sylvaner, moscato giallo e malvasia. Tra i vitigni a bacca rossa: cabernet sauvignon, cabernet franc, cabernet, pinot nero, schiava (grossa, gentile e grigia).

Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è un vino rosso passito secco a DOCG tra i più celebri e apprezzati al mondo, con una fama costruita in pochi decenni di storia. La sua produzione è consentita esclusivamente nella zona della Valpolicella Classica, nei comuni di Fumane, Negrar, Marano e Sant’Ambrogio della Valpolicella, San Pietro in Cariano, ma anche in quelli di Valpantena, Val Tramigna, Val d’Illasi e Val di Mezzane, in provincia di Verona. Complessivamente il territorio di produzione si estende dal lago di Garda fino al confine con Vicenza, lungo una serie di vallate e di colline che si susseguono senza sosta. La Valpolicella è sicuramente una delle zone maggiormente vocate alla viticoltura, il cui nome deriverebbe dal latino Vallis-polis-cellae e significherebbe “valli dalle molte cantine”, mai nome più rappresentativo. L’Amarone si ottiene da sole uve a bacca rossa tipiche della Valpolicella, con una presenza significativa della varietà corvina veronese (dal 45 al 95%), a cui si aggiungono altri vitigni a bacca rossa, tipicamente corvinone (max 50%), rondinella (dal 5 al 30%) e molinara (dal 5 al 25%). A questo vino rosso strutturato del veronese fu attribuito il nome di Amarone per differenziarlo dal Recioto, vino rosso passito dolce da cui origina. Si narra che quando il capo-cantina Adelino Lucchese assaggiò il contenuto di una botte di Recioto della Valpolicella dimenticata in cantina per errore, rimase colpito dal gusto amaro di quel vino, arrivando a dichiarare che non era soltanto un vino amaro ma addirittura un vino “amarone”. Il suo sapore fu molto apprezzato e il nuovo termine fu subito riportato in etichetta. Da allora il processo produttivo è stato perfezionato fino ad arrivare all’attuale metodo di produzione, il quale prevede un cospicuo appassimento post-vendemmiale all’interno di plateaux impilati in fruttai aerati. In questa fase si ha una riduzione progressiva del contenuto di acqua negli acini, con una concentrazione via via maggiore di zuccheri, gli stessi che conferiranno il carattere e l’intenso corredo aromatico che lo contraddistinguono.A questa fase segue una lenta fermentazione a bassa temperatura della durata di 30-50 giorni. Una volta completato il processo di vinificazione, l’invecchiamento richiesto dal proprio disciplinare di produzione è di almeno due anni all’interno di contenitori di legno, generalmente in botti di rovere di Slavonia o in piccole botti di rovere francese. Almeno quattro per potersi dire Riserva. I vini Amarone realizzati all’interno della regione storica della Valpolicella assumeranno l’appellativo di Classico. Per potersi fregiare della denominazione, tutte le operazioni devono avvenire all’interno dei confini stabiliti della zona di origine. Si sviluppa un grande vino dal colore rosso rubino intenso e profondo che tende al granata con l’invecchiamento. L’aroma è caratteristico, molto pronunciato, di frutti rossi e neri, corredati da profumate note di potpourri di fiori essiccati che volgono verso sentori speziati e terrosi nelle versioni più evolute. In bocca è un vino di grande struttura e pienezza, caldo e vellutato, denso e rotondo. Accompagna divinamente importanti piatti a base di carne rossa, arrosti e brasati, oppure formaggi stagionati. È ottimo da meditazione. L’Amarone è uno tra i vini rossi italiani più longevi, capace di sostenere un invecchiamento di oltre 20 anni in condizioni ideali di conservazione. Essendo prodotto con grappoli appassiti, è necessario che le uve di Amarone siamo perfettamente sane e integre, quindi soffre particolarmente annate umide, fresche e piovose che spesso provocano problemi di muffe. Di seguito le annate ritenute migliori per la denominazione: 2011. Un’annata iniziata con un inverno piovoso e una primavera piuttosto calda e siccitosa. Le piogge hanno caratterizzato anche l’inizio dell’estate, che si è poi stabilizzata sul bel tempo. La vendemmia è stata anticipata con uve sane e di qualità eccellente. I vini sono intensi, freschi ed equilibrati. 2010. Annata nel complesso fresca ma piuttosto regolare nel suo sviluppo. Le settimane prima della vendemmia sono state caratterizzate da notevoli escursioni termiche che hanno garantito uve dai profili aromatici molto ricchi. Vini interessanti per freschezza e profumi, meno potenti, caldi e strutturati rispetto alle annate più soleggiate. 2008. La 2008 è quella che si è soliti definire come annata classica, con le settimane che hanno preceduto la vendemmia asciutte e con importanti sbalzi termici e ottime maturazioni fenoliche. Vini armoniosi e intensi, ma che hanno preservato anche una giusta freschezza. 2006. La vendemmia 2006 è ricordata come una delle migliori degli ultimi decenni, con un settembre e un autunno splendido e asciutto, ideale per gli appassimenti. Vini ricchi e concentrati, potenti e persistenti. 2004. Un millesimo iniziato con una primavera piovosa e con un’estate splendida, che ha consentito un’ottima maturazione delle uve. Il clima stabile e asciutto ha consentito un buon appassimento dei grappoli. I vini sono armoniosi, intensi e aromaticamente ricchi.

Asti

L'Asti DOCG è la denominazione nata nel 1932 per tutelare, valorizzare e promuovere l'Asti e il Moscato d'Asti, spumanti assai rappresentativi della tradizione piemontese. Si possono fregiare della denominazione spumanti prodotti tra le province di Alessandria, Asti, Cuneo e nella frazione di Pessione del comune di Chieri, in provincia di Torino. Il vitigno di partenza è sempre il Moscato Bianco. Per l'Asti Spumante possono essere impiegati sia il metodo di spumantizzazione Martinotti in autoclave, che quello in bottiglia, il quale varrà la menzione aggiuntiva Metodo Classico: il primo deve sostare in acciao almeno un mese mentre il secondo deve garantire almeno 9 mesi di affinamento. Il Moscato d'Asti ottenuto con uve vendemmiate tardivamente e poste ad appassire per ottenere uno spumante che rimane ad affinare per almeno 12 mesi in bottiglia consente l'utilizzo della menzione Vendemmia Tardiva. In più, sia per l'Asti Spumante che per il Moscato d'Asti DOCG sono permesse le menzioni alle sottozone di produzione Canelli, Santa Vitorria d'Alba e Strevi. Si tratta essenzialmente di bollicine che si caratterizzano per un profilo aromatico e gustativo aromatico, dolce ed equilibrato, con una maggiore accentuazione delle caratteristiche nella versione Metodo Classico dell'Asti Spumante DOCG.

Aversa

La denominazione Aversa DOC copre l'area geografica della pianura situata a nord dei Campi Flegrei, nella zona degli ex-Regi Lagni. Si pone l'obiettivo di tutelare i vini bianchi prodotti con l'uva locale Asprinio a cui è riconosciuto un valore caratteristico, coltivata unicamente con sistema di allevamento "alberata aversana", bene culturale oltre che ambientale del territorio. La denominazione si declina nella versione ferma, la quale deve contenere almeno l'85% di uve Asprinio raccolte nelle province di Napoli e di Caserta, e in quella spumante, dove la presenza di Asprinio deve raggiungere il 100%.

Barbaresco

La Denominazione Barbaresco DOCG rappresenta una delle migliori eccellenze a livello nazionale. Si trova nelle Langhe e si estende sui territori dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e su parte della frazione d’Alba San Rocco Seno d’Elvio. Il vino è prodotto con uve nebbiolo in purezza. Il periodo d’invecchiamento minimo obbligatorio previsto dal disciplinare per il Barbaresco DOCG, è di 26 mesi (9 in legno) e 50 mesi (9 in legno) per la versione Riserva. Un grande rosso raffinato, elegante e di grande longevità.

Barbera d'Alba

Barbera d'Asti

Barbera del Monferrato

Il Barbera del Monferrato DOC è una denominazione che copre un’ampia area che comprende i territori di Asti e di parte della provincia di Alessandria. Il disciplinare prevede la produzione di vini bianchi e rossi con tutti i vitigni autorizzati nelle province di Asti e Alessandria. Nel caso in cui venga utilizzato almeno l’85% di uno dei seguenti vitigni: dolcetto o freisa, è possibile indicarlo in etichetta. Si tratta di un territorio di antiche tradizioni, che produce vini di qualità prevalentemente con vitigni autoctoni piemontesi.È ammesso l'adozione della denominazione anche per la tipologia frizzante, l'omologo moderno spumantizzato in autoclave della versione "vivace" che i produttori erano soliti rilasciare dopo aver rifermentato in bottiglia quei vini che a marzo contenevano ancora del residuo zuccherino.Dal 2008 è stata istituita la denominazione Barbera del Monferrato Superiore DOCG, un vino nato per evidenziare le preziosità territoriali, ottenuto dai grappoli più maturi e sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno 14 mesi, di cui almeno 6 passati in botte di rovere.

Bardolino

La denominazione Bardolino DOC si estende sulla riva veronese del lago di Garda ed è famosa per i suoi vini piacevolmente fruttati. La zona del Bardolino Classico DOC è limitata ai territori dei comuni di Affi, Bardolino, Cavaion, Costermano, Garda e Lazise. Nel territorio del Bardolino DOC si producono vini rossi, rosati, il famoso chiaretto e novelli con le uve rosse autoctone della zona: corvina veronese, corvinone, rondinella e molinara. È un vino di medio corpo di grande bevibilità e facilità d’abbinamento a tavola.

Barolo

Il Barolo DOCG è uno dei vini italiani più famosi al mondo. È prodotto con uve nebbiolo in purezza nei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e in parte nel territorio dei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi. Il periodo minimo d’invecchiamento del Barolo DOCG è di 38 mesi (18 in legno) e di 62 mesi (18 in legno) per la versione Riserva. Il Barolo DOCG è un vino di grande personalità e fascino, che unisce potenza ed eleganza. È un rosso dal lungo invecchiamento.

Barolo Chinato

Il Barolo DOCG è uno dei vini italiani più famosi al mondo. È prodotto con uve nebbiolo in purezza nei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e in parte nel territorio dei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi. La denominazione Barolo Chinato DOCG è riservata ai vini aromatizzati con base vino Barolo.

Bas Armagnac

Possono fregiarsi della denominazione di origine controllata Armagnac AOC le acquaviti di vino francese prodotte entro i confini dei dipartimenti Gers, Landes e Lot-et-Garonne. In base alle variazioni nelle condizioni climatiche gli armagnac sono suddivisi in zone di origine più specifiche: Bas-Armagnac, Armagnac-Ténarèze e Haut-Armagnac. Gli Armagnac con la più alta reputazione, più comunemente ritenuti di pregio e collezionati provengono quasi interamente dalla Bas Armagnac AOC. Possono concorrere alla produzione di questa acquavite dieci varietà d'uva autorizzate anche se la sua personalità è segnata generalmente dalla presenza di una di queste quattro varietà: ugni-blanc, folle blanche, baco e colombard. A volte si possono trovare armagnac realizzati a partire da alcuni vitigni che oggi costituiscono delle vere e proprie rarità: clairette de Gascogne, jurançon blanc, plant de graisse, meslier saint françois e mauzac blanc. Il vino da avviare alla distillazione e infine all'affinamento è sempre un vino bianco fermentato naturalmente, poco alcolico e piuttosto acido, caratteristica che consentirà all'armagnac ottenuto di affrontare lunghi periodi di invecchiamento. In base ai requisiti del disciplinare deve essere distillato in alambicco tradizionale artigianale certificato. Certificate sono anche la qualità del rovere, la capacità dei contenitori. Subisce un rigido controllo di qualità da parte dell'organismo INAO che scarta gli armagnac con qualità che non raggiunge gli standard della denominazione entro il primo anno di invecchiamento. Un armagnac Vintage è ottenuto con uve di una stessa vendemmia, gli altri sono tutti blend di acquaviti di annate diverse. In base alla durata dell'invecchiamento possono riportare la durata di invecchiamento espresso in anni, es. 15 years, 20 years, o con gli acronimi VS o *** , VSOP e XO o Hors d'Age che indicano rispettivamente almeno 1, 4 o 10 anni di invecchiamento in botte di rovere.

Basilicata

La denominazione Basilicata IGT si estende tra le province di Potenza e Matera. Si può applicare a vini bianchi, rossi, e rosati, così come anche vini novelli e frizzanti, ma anche a vini passiti sia rossi che bianchi. Le caratteristiche dei vini prodotti con questa denominazione differiscono sostanzialmente in base alle specifiche zone di produzione. Il territorio può essere macroscopicamente suddiviso nell'area appenninica, la Fossa Bradanica e l'Avampaese Apulo. La zona del Vulture in particolare si caratterizza per suoli di origine vulcanica, con proprietà che conferiscono al territorio un'elevata fertilità. In questa regione sono prodotti vini ad alta tradizione storica, che rimanda agli Enotri, intorno al 1200 a.C.: l'Enotria deve il nome proprio per la qualità eccezionale dei suoi vini.

Biferno

La denominazione Biferno DOC si estende su numerosi comuni della provincia di Campobasso, in Molise. Essa può essere attribuita a vini rossi e rosati composti da uve Montepulciano per il 70-80% e Aglianico per il 10-20% e a vini bianchi a base di Trebbiano Toscano per il 70-80%. Se il vino bianco Biferno DOC è generalmente asciutto, armonico e leggermente aromatico, i vini rosati contrassegnati con questa denominazione sono delicati e fruttati. Il vino rosso Biferno DOC invece si caratterizza per un profumo etereo, un corpo vellutato e una giusta quantità di tannino. Per i vini rossi sono previsti anche una versione Superiore e Riserva: quest'ultima deve essere sottoposta obbligatoriamente a un invecchiamento di almeno 3 anni.

Blanquette de Limoux

Bolgheri

La denominazione Bolgheri Doc si estende sul territorio del comune di Castagneto Carducci. Il disciplinare Bolgheri Doc prevede sia la versione bianco, con uve vermentino, sauvignon blanc e trebbiano toscano, che la versione rosato e rosso con uve cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc, syrah e sangiovese. Bolgheri Doc produce grandi rossi con uve internazionali, i famosi supertuscan tanto amati all’estero.

Bordeaux

Bordeaux AOC è un’appellation regionale che comprende tutti i vigneti dell’area di Bordeaux, che coprono una superficie complessiva di circa 42.600 ettari, nel dipartimento della Gironda. Bordeaux AOC rappresenta l’appellation di Bordeaux più importante e più venduta al mondo. I vini rossi Bordeaux AOC sono principalmente prodotti con cabernet sauvignon, che apporta struttura e trama tannica e merlot, che regala aromi fruttati ed elegante morbidezza. Sono inoltre utilizzati, in misura minore, cabernet franc, petit verdot, malbec e carmenère. I vini Bordeaux AOC sono vini longevi, ma che grazie al buon corredo aromatico e fruttato, possono essere apprezzati anche in gioventù.

Borgogna

Brachetto d'Acqui

Brandy de Jerez

Breganze

Il Breganze DOC è prodotto in provincia di Vicenza. Il disciplinare prevede sia la versione bianco, con vitigni tai/friulano (minimo 50%), pinot bianco, chardonnay, vespaiola, sauvignon e pinot grigio, che la versione rosso con uve merlot (minimo 50%) marzemino, cabernet franc, cabernet sauvignon, pinot nero e carménère. Dopo 2 anni di invecchiamento, i vini rossi Breganze DOC si possono fregiare della menzione Riserva. È inoltre prevista la versione spumante con uve pinot nero e il famoso vino Torcolato, prodotto prevalentemente con uva vespaiola, sottoposta ad appassimento.

Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino è un vino rosso a DOCG, il cui territorio di produzione è interamente compreso all’interno del comune di Montalcino, in provincia di Siena. Nonostante fosse riconosciuta da molto tempo come zona altamente vocata alla vitivinicoltura, Montalcino deve la sua fama e il suo prestigio a Clemente Santi dell’azienda vitivinicola Biondi Santi il quale intorno al 1865 produsse nella Tenuta Greppo il Brunello per come lo conosciamo anche oggi, a quei tempi sotto il nome di “vino rosso scelto”, conferendo lustro all’intera collina di Montalcino, oggi rinomata e conosciuta in tutto il mondo. A seguire, altre famiglie del luogo avviarono la produzione del Brunello, che comunque rimase in quantità estremamente limitata fino a tutto il 1950. Tra i vignaioli che si distinsero in questo periodo vi furono Ferruccio Biondi Santi, nipote di Clemente e figlio del medico fiorentino Jacopo Biondi che instaurò standard produttivi particolarmente rigidi, Paccagnini, Anghirelli, Angelini e Padelletti.Come previsto dal suo disciplinare di produzione il Brunello di Montalcino può essere ottenuto da sole uve Sangiovese, varietà che a Montalcino è denominata giustappunto Brunello. In particolare ci riferiamo ad un clone di Sangiovese caratterizzato da grappoli mediamente più grandi e vigorosi rispetto a quello comune, che acquisì per un certo tempo il nome di Sangiovese o Sangioveto Grosso. Il disciplinare stabilisce anche importanti limiti di resa atti a garantire l’altissima qualità di questo prestigioso vino toscano. La parte di vino che eccede la resa può essere destinato alla produzione di un altro vino rosso proveniente quindi dalla stessa zona di produzione: il Rosso di Montalcino. Si tratta di un vino non soggetto a vincoli di invecchiamento in legno, meno strutturato e beverino in cui emergono intonsi e definiti i profumi giovani del Sangiovese. Il vino Brunello di Montalcino è uno dei più longevi tra i vini rossi italiani, che può essere messo in commercio solo dopo essere rimasto ad affinare per cinque anni, di cui almeno due anni in botti di rovere. Dopo sei anni riceve la menzione Riserva. Vini di grande di grande levatura come il Brunello di Montalcino si riconoscono fin dalle loro caratteristiche organolettiche. Il suo colore è rosso rubino intenso che tende al granata con l’evoluzione. Ha un profumo intenso e caratteristico di fiori rossi e visciola, sovente accompagnato da note balsamiche. Al palato è robusto e tannico, potente, asciutto e caldo, di grande armonia e persistenza aromatica.Tra gli abbinamenti più indicati troviamo la selvaggina, sia da pelo che da piuma, tagli pregiati di carne rossa e formaggi di medio-lunga stagionatura.Fondamentale per vini come il Brunello è la scelta dell’annata, oltre che del produttore. A parte rari casi di annate ottime in termini assoluti, quasi tutte le annate presentano lati positivi e negativi. A volte i vini si rivelano più ricchi, maturi e armonici, altre volte sono più freschi, fini e vibranti. Il Consorzio del Brunello di Montalcino ha stilato a tal proposito una classifica delle migliori annate, in cui viene applicato il criterio di valutazione delle “stellette”, con votazioni che vanno da una a cinque. Ad ogni modo, prima di accettare questo voto come identificativo della qualità per la singola annata relativa a tutto l’areale di produzione, è bene tenere in considerazione che la collina di Montalcino presenta versanti con esposizioni, altitudini e microclimi differenti. Pertanto, in un’annata fresca, è possibile trovare le espressioni migliori nella zona sud, sud-ovest, dal clima più mediterraneo, al contrario in un’annata calda, molto probabilmente i vini più equilibrati potrebbero essere quelli del versante nord, nord-est dal clima più fresco e continentale. Le annate più significative della denominazione sono: 2013. Per il Consorzio 4 stellette. È stata un’annata strana, con una primavera fresca e un’estate che è cominciata tardi, ma è stata molto calda. I vini esprimono questa tensione climatica irrisolta e hanno conservato una piacevole freschezza. 2012. Per il Consorzio 5 stelle. Annata calda con vini ricchi intensi e maturi, dal profilo mediterraneo, in molti casi già pronti da bere. 2011. Per il Consorzio 4 stelle. Annata piuttosto calda che ha regalato un Brunello dal profilo piuttosto maturo, piacevole da bere anche giovane. 2010. Per il Consorzio 5 stelle. Una delle migliori annate degli ultimi decenni, da acquistare e tenere in cantina. Vini eleganti e di grande equilibrio. 2007. Per il Consorzio 5 stelle. Annata classica ed equilibrata. Vini eleganti e armoniosi destinati al lungo invecchiamento. 2006. Per il Consorzio 5 stelle. Altra notevole annata, soprattutto per i vini delle zone più fresche. Chi può permettersi di acquistare vecchie annate, può orientarsi sulle annate 2004, 1997, 1995, 1991, 1990, 1988, 1985, 1975, 1970.

Calabria

California

La California è una delle regioni più importanti degli Stati Uniti per la produzione di vino. Grazie al clima temperato e ai terreni particolarmente vocati, è diventata una delle aree del Nuovo Mondo più quotate in assoluto. Le zone di produzione più famose della California sono Sonoma, Napa Valley, Mendocino e Santa Barbara. Si producono vini rossi e bianchi con i più importanti vitigni tradizionali e con lo zinfandel, vitigno che corrisponde al nostro primitivo.

Calvados

Campania

Sotto l’Indicazione Geografica Tipica Campania rientrano i vini prodotti nell’intero territorio regionale. La Campania può vantare delle origini antichissime nel campo della viticoltura, che risalgono al periodo della prima colonizzazione greca. Già in epoca romana i vini campani erano considerati tra i migliori in assoluto. Ancora oggi la Campania rappresenta una delle regioni italiane più vocate per una viticoltura di qualità. La denominazione Campania IGT è riservata ai vini: bianchi, rosati e rossi, ottenuti con uve di uno o più vitigni inclusi tra quelli idonei alla coltivazione nelle varie zone della regione Campania e iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino. In etichetta può essere indicato il nome di uno dei seguenti vitigni: aglianico, coda di volpe, falanghina, fiano, greco, moscato, piedirosso, primitivo, sciascinoso se i vini sono prodotti almeno con l'85% di uve dei corrispondenti vitigni.

Campi Flegrei

La denominazione Campi Flegrei DOC è riservata ai vini rossi, bianchi, spumanti e passiti prodotti all'interno del territorio dei comuni di Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e parte di quelli di Marano di Napoli, dove si sviluppa il complesso vulcanico dei Campi Flegrei. I vitigni della zona flegrea sono apprezzati fin dall'antichità e il vino della zona di Puteoli - oggi Pozzuoli - era molto apprezzato dalla regia mensa al tempo di Carlo II d'Angiò. Il suolo di origine vulcanico presente in questo territorio ha contrastato la distruzione da fillosserra, per questo motivo i vitigni della zona flegrea sono coltivati ancora "a piede franco". Inoltre la presenza di ceneri, lapilli, pomici tufi e microelementi nel terreno conferisce ai vini di questa denominazione aromi e sapori unici. Il vino Campi Flegrei bianco poggia la sua base ampelografica sul vitigno a bacca bianca Falanghina, mentre il rosso su Piedirosso e Aglianico; nel caso in cui la Falanghina e il Piedirosso - o Pèr 'e Palummo - siano presenti per almeno il 90% del totale possono essere riportate in etichetta.

Cannonau di Sardegna

Il Cannonau di Sardegna DOC è il vino rosso più famoso della Sardegna. È prodotto in tutta l’isola, anche se le zone classiche e storicamente più vocate sono Jerzu in Ogliastra Oliena a Nuoro e Capo Ferrato nel cagliaritano. Il disciplinare del Cannonau di Sardegna DOC prevede le versioni rosato, rosso, passito e liquoroso, tutte prodotte con minimo 85% di cannonau. Per la versione Riserva è previsto un invecchiamento minimo di 2 anni di cui 6 mesi in legno, per la versione Classico un invecchiamento minimo di 2 anni di cui 12 mesi in legno.

Carignano del Sulcis

Il Carignano del Sulcis DOC è prodotto nella zona sud occidentale della Sardegna in provincia di Carbonia–Iglesias e Cagliari. Il vitigno carignano è coltivato, oltre che in Sardegna, in Spagna e nel sud della Francia, ma sui terreni sabbiosi del Sulcis dona vini particolarmente interessanti e ricchi di personalità. Il disciplinare del Carignano del Sulcis DOC prevede le versioni: rosato, rosso, novello e passito, tutte prodotte con almeno 85% di carignano. Il Carignano del Sulcis Superiore DOC deve essere prodotto con uve provenienti esclusivamente da impianti ad alberello.

Carmignano

Il Carmignano DOCG nasce in provincia di Prato nei territori dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano. E’ prodotto con un blend di uve autoctone sangiovese (minimo 50%), canaiolo nero, trebbiano toscano, canaiolo bianco, malvasia del chianti, unite a cabernet sauvignon e cabernet franc, vitigni internazionali storicamente presenti sul territorio da secoli. Il Carmignano DOCG deve invecchiare almeno un anno in botti di rovere o di castagno e la versione Riserva per due anni. È un rosso di grande struttura, carattere e personalità.

Cartizze

La denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Cartizze DOCG è riservata ai vini prodotti dalle vigne coltivate sulla prestigiosa e famosa collina di Cartizze, che si trova nel territorio della frazione di S. Pietro di Barbozza del Comune di Valdobbiadene. Un vero è proprio cru, che per la qualità dei terreni, l’altitudine, l’esposizione e il particolare microclima, da sempre produce vini d’eccellenza. Gli spumanti Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Cartizze DOCG, sono per tradizione prodotti in versione dry, morbida e avvolgente. Si distinguono per finezza e intensità dei profumi e per la grande persistenza aromatica.

Castel del Monte

Castel del Monte DOC è una delle denominazioni più famose di Puglia e comprende i territori di molti comuni in provincia di Barletta–Andria–Trani e Bari. Il disciplinare prevede molte versioni tra cui il bianco a base di pampanuto, chardonnay e bombino bianco; il rosato realizzato con aglianico e il rosso prodotto con aglianico, cabernet e nero di Troia. I vini di Castel del Monte DOC sono da sempre apprezzati per la loro finezza ed eleganza.

Cava

Cava DO è la denominazione spagnola più famosa per la produzione di spumanti Metodo Classico. L’area si estende nella regione del Pénedes, nella Spagna nord-orientale, tra Girona e Tarragona. Il disciplinare Cava DO prevede l’utilizzo delle seguenti uve a bacca bianca: macabeo, xarel.lo, parellada, malvasía, chardonnay e dei vitigni a bacca rossa: garnacha tinta, monastrell, pinot noir e trepat. Il tempo minimo di affinamento sui lieviti è di solo 9 mesi, fino ad arrivare ai 30 mesi del Gran Riserva.

Cerasuolo d'Abruzzo

Cerasuolo di Vittoria

Il Cerasuolo di Vittoria è l’unico vino siciliano che può vantare il riconoscimento della DOCG. È prodotto nella Sicilia sud–orientale, nel territorio che si affaccia sul golfo di Gela, con i vitigni classici della zona: nero d’Avola (50–70%) e frappato (30–50%). Il Cerasuolo di Vittoria DOCG è un rosso elegante e raffinato, mediterraneo e solare, perfetto negli abbinamenti a tavola con la cucina del territorio.

Chablis

L’appellation Chablis AOC, fa parte della regione vitivinicola francese della Borgogna e ne rappresenta l’area più a nord, vicino alla città di Auxerre. Il clima è freddo e continentale, spesso a rischio di gelate primaverili. I terreni sono principalmente costituiti da marne calcaree con presenza anche di zone ricche di ciottoli. Il vitigno simbolo dell’appellation Chablis AOC è lo chardonnay, che in queste particolari ed estreme condizioni climatiche, si esprime con un profilo cristallino, essenziale, quasi tagliente. I vini di Chablis sono famosi per la loro raffinata eleganza, fatta di freschezza e mineralità. Sono vini longevi, che con il tempo tendono a evolvere verso bouquet più morbidi e complessi. Sono classificati in quattro categorie: Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru.

Chambertin

Chambolle-Musigny

Champagne

L’appellation Champagne AOC è senza dubbio la più conosciuta e famosa al mondo. Il territorio della Champagne è suddiviso in varie aree con caratteristiche diverse, che orientano anche la coltivazione dei vitigni: la zona della Montagne de Reims è famosa per il Pinot Nero, la Côte des Blancs e la Côte de Sézanne per lo Chardonnay, la Vallée de la Marne per il Pinot Meunier e la zona più a sud della Côte de Bar per il Pinot Nero. In generale il suolo della Champagne è caratterizzato da marne calcareo-argillose con una forte presenza di gesso. Ed è proprio il profondo strato di gesso del sottosuolo che costituisce la ricchezza di questo territorio. La regione della Champagne rappresenta il limite estremo della coltivazione della vite a nord e il colore bianco del gesso riflette il poco calore del sole trasferendolo alle piante. Inoltre funziona anche da grande risorsa idrica, che drena la superficie delle vigne trattenendo l’acqua in profondità per i periodi siccitosi. Il successo dei vini di questa regione nasce dal metodo di produzione dello Champagne, il primo vino a utilizzare la tecnica della rifermentazione in bottiglia, che ha successivamente preso il nome di “méthode champenoise” o “metodo classico”. Grazie a questo procedimento i vini tranquilli, ai quali vengono aggiunti uno sciroppo di lieviti e zuccheri detto “liquer de tirage”, subiscono una seconda fermentazione in bottiglia che produce anidride carbonica e determina la formazione delle preziose bollicine. Una volta terminato il periodo di affinamento sui lieviti, che verranno rimossi dal vino tramite dégorgement, la bottiglia viene riabboccata con una miscela chiamata “liquer d’expédition”, contenente vecchi vini e una quantità di zucchero che determinerà il dosaggio finale della cuvée: pas dosé, extra brut, brut, extra dry, sec, demi sec, o doux. L’esatta composizione della miscela, che concorre a conferire il cosiddetto goût maison, è un segreto gelosamente custodito da ogni produttore. L’allure dei vini elaborati secondo il metodo che è alla base del successo dello Champagne, nasce da un terroir straordinario, da una tradizione di cultura secolare e dall’arte dell’assemblage dei tre principali vitigni utilizzati: il Pinot Nero che dona struttura, lo Chardonnay che regala finezza ed eleganza e Pinot Meunier che dà un tocco fruttato, permette di ottenere vini di grande fascino ed equilibrio gustativo. L’assemblage più tradizionale dello Champagne delle grandi Maison spesso prevede percentuali simili di Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay, tuttavia non mancano assemblaggi diversi, soprattutto nel caso di piccoli produttori, che hanno le vigne in una sola zona. Possiamo parlare di "Blanc de Blancs", quando uno champagne è prodotto con sole uve bianche, di "Blanc de Noirs" se prodotto con sole uve a bacca rossa, di Rosé se c’è una leggera sosta sulle bucce o l’aggiunta di una piccola percentuale di vino rosso. Il nome Champagne è tradizionalmente legato ai concetti di prestigio, lusso, eleganza, allure e fascino. Tuttavia oggi, anche grazie all’e-commerce, è possibile concedersi il privilegio di degustare una buona bottiglia di Champagne a prezzi assolutamente accessibili. Nella nostra selezione troverete un ampio assortimento: dai marchi più famosi come Moët & Chandon, Ruinart, Veuve Clicquot, Laurent-Perrier, Mumm, Billecart-Salmon, Bollinger, Charles Heidsieck, Taittinger ai produttori più piccoli come Philipponnat o Bruno Paillard, fino alle cuvée de prestige "Cristal" di Louis Roederer, "Belle Époque" di Perrier-Jouët o al leggendario "Dom Pérignon". Scoprite il piacere di acquistare una buona bottiglia di Champagne online su VINO75, ogni etichetta della nostra selezione vi offre l’indicazione dei migliori abbinamenti, in modo da poter scegliere già a un primo sguardo lo Champagne perfetto per ogni occasione.

Chassagne-Montrachet

Chianti

Il Chianti è il vino rosso a denominazione prodotto nell'omonima regione, vero e proprio simbolo della Toscana e dell'Italia del vino nel mondo. Dal punto di vista geografico i confini, racchiusi all’interno della Toscana centrale, sono stati determinati attraverso un provvedimento emanato nel 1716 dal Granduca Cosimo III de’ Medici. Si produce con una netta prevalenza di uve Sangiovese, almeno il 70%, secondo la formula storica stabilita dal barone Ricasoli nel 1872. Nel 1924 invece, un gruppo di 33 produttori vitivinicoli si riunisce nel comune senese di Radda, per dare vita al Consorzio vino Chianti, istituito a difesa della denominazione. Al suo interno comprende diverse sottozone: la prima e la più importante è la sottozona Chianti Classico, centro nevralgico di produzione e denominazione storica contenuta nel territorio tra le province di Firenze e Siena, che va a cingere una zona interna del Chianti fino ad includere i comuni chiave Castellina, Radda e Gaiole in Chianti; a cui si aggiungono altre 7 sottozone, distribuite lungo le colline del Chianti: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rùfina.Tra i produttori più rappresentativi troviamo Castello Romitorio, Castello di Verrazzano, Selvapiana, Tenuta Sette Ponti, Villa da Filicaja.

Chianti Classico

Il Chianti Classico DOCG è uno dei vini italiani più famosi nel mondo. È prodotto nel territorio collinare di pochi comuni delle province di Siena e Firenze, che rappresentano la zona storica e più antica della viticoltura del Chianti. Nasce da uve sangiovese, almeno l'80%, e da un eventuale saldo di altre uve a bacca rossa autorizzate nella regione Toscana. È un rosso di buona struttura, con bella trama tannica ed equilibrata freschezza. Perfetto con i piatti della cucina del territorio.

Chile

Château-Grillet

Châteauneuf-du-Pape

Civitella d'Agliano

Clos de Vougeot

Clos des Lambrays

Cognac

Colli Aprutini

La zona geografica delimitata dalla denominazione Colli Aprutini IGT comprende gran parte della provincia di Teramo, un'area prevalentemente collinare che si spinge sino alle pendici del Gran Sasso, nella parte centro-meridionale, e dei Monti della Laga, in quella settentrionale. I vini dell'area aprutina hanno valore storico, elogiati per la propria qualità fin dai tempi delle gesta di Annibale e della vittoria di Canne, 216 a.C. I vitigni riportati in etichetta accanto alla denominazione sono presenti per almeno l'85%.

Colli Berici

Colli Euganei

Colli Tortonesi

Colli Trevigiani

La zona di produzione di Colli Trevigiani IGT riguarda la zona collinare della provincia di Treviso. I vitigni a bacca bianca più coltivati sono glera, pinot grigio, sauvignon, incrocio Manzoni, mentre i vitigni rossi più utilizzati sono raboso, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, refosco. I vini dei Colli Trevigiani IGT sono una tradizionale e tipica espressione di un territorio di grandi tradizioni enologiche.

Colli del Limbara

Colli della Toscana Centrale

La denominazione Colli della Toscana Centrale IGT si estende sui territori collinari a ridosso degli Appennini, nelle provincie di Arezzo, Firenze, Pistoia, Prato e Siena. I vini Colli della Toscana Centrale IGT rossi e rosati sono prodotti con uno o più dei seguenti vitigni: sangiovese, ciliegiolo, cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, pinot nero, canaiolo nero, syrah e gamay. I bianchi sono prodotti con uno o più dei seguenti vitigni: trebbiano toscano, vernaccia di San Gimignano, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio, malvasia del Chianti, vermentino, sauvignon e riesling renano.

Colli di Conegliano

Colli di Luni

La denominazione Colli di Luni DOC riguarda il territorio dei comuni attorno alla città di La Spezia e alcuni comuni in provincia di Massa. I bianchi sono principalmente prodotti con vermentino, albarola ed eventualmente con trebbiano toscano. Il Colli di Luni DOC rosso è invece realizzato con sangiovese. Sono vini molto interessanti, che nascono nella prima fascia collinare preappenninica, mediterranei, freschi e sapidi.

Colli di Scandiano e di Canossa

Collio

La denominazione Collio DOC è una delle più prestigiose del nord Italia e ricomprende i territori collinari in provincia di Gorizia. I vini bianchi sono prodotti con: chardonnay, malvasia istriana, pinot bianco, picolit, pinot grigio, sauvignon, friulano, e ribolla gialla; mentre i rossi con: cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot, pinot nero. I vini Collio DOC sono tra i vini bianchi italiani più famosi e apprezzati in assoluto.

Columbia Valley

Conca del Riu Anoia

Condrieu

Contea di Sclafani

La denominazione Contea di Sclafani DOC si trova nella zona interna della Sicilia centro occidentale e ricomprende i territori di numerosi comuni delle province di Palerno, Agrigento e Caltanissetta. Il disciplinare definisce la normativa per la produzione di vini bianchi, rosati e rossi. Per quanto riguarda i bianchi Contea di Sclafani DOC i vitigni più utilizzati sono inzolia, catarratto, grecanico e grillo; per i rosati e i rossi nero d’Avola, perricone, nerello mascalese. Per la tipologia Rosso Riserva è previsto un periodo d’invecchiamento minimo di 2 anni.

Contessa Entellina

La denominazione Contessa Entellina DOC si trova nella zona interna della Sicilia centro occidentale e ricomprende solo il piccolo territorio del comune di Contessa Entellina in provincia di Palermo. Il vitigno bianco principe del territorio è l’inzolia accompagnato da catarratto, grecanico, sauvignon, chardonnay, fiano e vionier. I vini rosati e rossi Contessa Entellina DOC sono principalmente prodotti con nero d’Avola, syrah, cabernet sauvignon, pinot nero e merlot. Per la tipologia Rosso Riserva è previsto un periodo d’invecchiamento minimo di 2 anni di cui almeno 6 mesi in recipienti in legno.

Coonawarra

Cornas

Corton

Cortona

La denominazione Cortona DOC comprende i terreni vocati per la viticoltura che si trovano nella zona collinare tra Arezzo e il lago Trasimeno, nel territorio comunale di Cortona. Tra i vitigni bianchi, i più coltivati sono il trebbiano toscano, il grechetto, la malvasia bianca, lo chardonnay e il sauvignon blanc. Mentre il Cortona DOC rosso è prodotto soprattutto con syrah e a seguire merlot, cabernet sauvignon e sangiovese. La Syrah Cortona DOC è particolarmente famosa e di buon livello qualitativo. Il disciplinare prevede inoltre la possibilità di produrre Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice. Il primo deve invecchiare almeno 3 anni e il secondo 5 anni, prima di essere messo in commercio.

Costa Toscana

Costa Toscana IGT ricomprende un vasto territorio lungo il litorale tirrenico, che si estende in molti comuni delle province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto. Costa Toscana IGT nasce dall’esigenza di molti produttori appartenenti ad aree diverse di rivendicare una caratteristica comune nella vicinanza della zona di produzione con la costa del mar Tirreno. L’indicazione Costa Toscana IGT ha ottenuto il riconoscimento ufficiale nel 2010. Sono vini dal profilo mediterraneo, bianchi, rosati, rossi, vendemmia tardiva e passiti, che esprimo l’eccellenza di un terroir di grande valore e ricco di storia.

Costa d'Amalfi

Crozes-Hermitage

Crémant d'Alsazia

Crémant de Loire

Crémant di Borgogna

Côte-Rôtie

Côtes de Bordeaux

L’AOC Côtes de Bordeaux è una delle Appellation più importanti della Regione, copre una superficie di oltre 10.000 ettari e ha una produzione di 500.000 ettolitri di vino annui (97% rosso). L’AOC Côtes de Bordeaux è stata istituita nel 2007 e raccoglie i territori di Blaye, Cadillac, Castillon e Francs. I vitigni rossi coltivati sono i classici dell’area bordolese: principalmente merlot, a seguire cabernet sauvignon, cabernet franc e malbec. Tra le varietà a bacca bianca si coltivano il sauvignon blanc e il sémillon.

Côtes de Provence

Côtes de Provence AOC è un’importante appellation del sud della Francia in cui si producono vini bianchi, rossi e famosi rosati. Si estende su tre dipartimenti: Var, Bouches du Rhône e Alpes Maritimes e rappresenta in termini di quantità quasi il 75% del vino prodotto in tutta la regione della Provenza. Si coltivano soprattutto i vitigni tradizionali del sud della Francia come: grenache noir, syrah, cinsault, carignan, clairette, sémillon. I vini dell’appellation Côtes de Provence AOC esprimono in generale un profilo mediterraneo, solare e armonioso.

Côtes du Rhône

L’appellation Côtes du Rhône AOC è una denominazione di carattere regionale, che ricomprende al suo interno tutti i vini prodotti nel vasto territorio della Vallée du Rhône. Il disciplinare della Côtes du Rhône AOC prevede la produzione di vini bianchi, rosé e rossi. La maggior parte della produzione proviene dalla zona più meridionale dell’Appellation, con clima mediterraneo, mitigato dalla vicinanza del mare. I vitigni più coltivati sono quelli a bacca rossa, in particolare: grenache, syrah, cinsault e carignan. Sono vini rossi piacevolmente armoniosi, caldi e intensi. I bianchi, invece, sono prodotti con grenache blanc, roussanne, marsanne, bourboulenc, clairette e viogner. Sono vini freschi, dal bouquet ricco e armonioso, tipicamente mediterranei.

Delle Venezie

Delle Venezie IGT è un’Indicazione Geografica Tipica interregionale che riguarda i territori delle province di Trento (Trentino–Alto Adige), Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine (Friuli–Venezia Giulia), Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza (Veneto). L’origine del nome Delle Venezie IGT discende dall’espressione storicamente utilizzate per indicare le tre regioni del nord–est: Tre Venezie. È una zona che può vantare antiche tradizioni, che risalgono all’epoca degli antichi Romani, portate avanti sotto il dominio della Serenissima e poi dell’Impero Austro–Ungarico. Generalmente sono vini di livello qualitativo elevato, che nascono in terroir molto vocati. I vitigni utilizzati sono quelli classici dell’area del nord–est.

Deželno Vino

Dogliani

La denominazione Dogliani DOCG si estende sui territori di numerosi comuni che si trovano a est della città di Cuneo, verso il confine con la Liguria. La base ampelografica per il Dogliani DOCG anche Superiore è definita in dolcetto in purezza. La versione Superiore deve essere sottoposta a un periodo d’invecchiamento minimo di 12 mesi. Il Dogliani DOCG rappresenta una delle grandi eccellenze dei rossi piemontesi. È un vino di buon corpo, con bella trama tannica e acidità equilibrata. Esprime piacevoli bouquet fruttati ed ha un’interessante duttilità negli abbinamenti a tavola, sia con primi che con secondi piatti di carne bianca o rossa.

Dolcetto d'Alba

Dry Creek Valley

Emilia

I vini Emilia IGT sono prodotti nei territori delle province di Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e in parte della provincia di Bologna. L’Emilia IGT disciplina la produzione di vini bianchi, rossi e rosé, principalmente realizzati con i seguenti vitigni: alionza, ancellotta, cabernet sauvignon, chardonnay, fortana, lambrusco, malvasia di Candia aromatica, malbo gentile, malvasia bianca di Candia, merlot, montu’, pignoletto, sangiovese, sauvignon blanc e trebbiano. Si tratta di una vasta area dalle antiche tradizioni, che nelle zone collinari esprime vini interessanti e dal profilo spiccatamente territoriale.

Est! Est!! Est!!! di Montefiascone

Etna

La denominazione Etna DOC sta vivendo da diversi anni un periodo di grande fama, anche a livello internazionale. La zona dell’Etna DOC comprende il territorio dei Comuni di Aci S. Antonio, Acireale, Belpasso, Biancavilla, Castiglione, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Nicolosi, Paternò, Pedara, Piedimonte, Randazzo, S. Alfio, S. Maria di Licodia, S. Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana. I vitigni principalmente coltivati sono gli autoctoni del territorio: il nerello mascalese, il nerello cappuccio e il carricante. I vini della denominazione si distinguono per grande finezza ed eleganza e sono da annoverarsi tra le migliori eccellenze della Sicilia.

Falanghina del Sannio

Faro

La denominazione Faro DOC comprende il territorio del comune di Messina e rappresenta una piccola eccellenza, che produce vini di alta qualità. La base ampelografica è fissata dal disciplinare in nerello mascalese (45/60%), nerello cappuccio (5/10%), nocera (5/10%) e un eventuale saldo di un massimo del 15% di nero d’Avola, gaglioppo, montonico nero o sangiovese. Il vino Faro DOC deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento obbligatorio di almeno un anno prima di essere messo in commercio. Si tratta di un rosso complesso ed elegante, di grande tradizione e personalità.

Fiano di Avellino

Il Fiano di Avellino DOCG è uno dei vini bianchi del sud Italia di più antiche tradizioni. La zona di produzione si trova nei territori che circondano la città di Avellino, un’area collinare e montuosa dal clima fresco, perfetta per coltivare uve a bacca bianca. La base ampelografica è definita in un minimo dell’85% di fiano, con un eventuale 15% di greco e/o coda di volpe bianca e/o trebbiano toscano. Il Fiano di Avellino DOCG è un vino elegante, intenso e complesso, dotato di buona struttura e persistenza aromatica. È un bianco con una buona propensione all’invecchiamento con un’evoluzione verso interessanti note terziarie.

Flagey-Echézeaux

Franciacorta

Franciacorta, il nome di un grande territorio e dell'eccezionale vino che vi nasce. In questa zona, situata in provincia di Brescia, compresa tra il Monte Orfano e il Lago d'Iseo, vengono prodotti spumanti di altissima qualità, secondo i dettami del Metodo Classico. Bollicine dal perlage fine e persistente e dagli aromi ampi ed eleganti, che hanno ottenuto una grande notorietà e un notevole prestigio in tutto il mondo.La storia vitivinicola i questa zona inizia prima dell’anno Mille, quando il territorio del Lago d’Iseo era popolato da numerosi conventi monastici, che si occupavano di coltivare le vigne ad uso prettamente ecclesiastico. Esentati dal pagamento dei dazi alle autorità locali, i loro territori presero il nome di “curtes francae”, ovvero corti affrancate dai tributi, da cui il nome “Franciacorta”. Il territorio gode di ottimali condizioni pedoclimatiche, con terreni soleggiati ed asciutti, ed un clima temperato grazie alla presenza del Lago d’Iseo che mitiga le correnti di aria fredda provenienti dalla Valcamonica. Tutto questo conferisce ai vini freschezza ed estrema raffinatezza. Inizialmente affermatasi nella produzione di bianchi e rossi fermi, grazie all’intuizione di Berlucchi, la Franciacorta si incammina sulla strada della spumantistica, diventando, nel 1995 la prima DOCG italiana dedicata alla produzione di vini spumanti ottenuti esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia secondo il cosiddetto “Metodo Classico”, lo stesso utilizzato nella produzione dello Champagne. Oltre che nella versione classica, il Franciacorta può essere prodotto nella tipologia Satèn, la più tipica del territorio, Rosé, Millesimato, e Riserva, la punta qualitativa più alta dell’intera produzione che sosta sui lieviti per almeno 5 anni. Il dosaggio, che varia a seconda della tipologia, comprende le versioni Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Dry e Demi-Sec.

Frascati

Friuli

Friuli Colli Orientali

La denominazione Friuli Colli Orientali DOC rappresenta una delle zone italiane maggiormente vocate per la produzione dei vini bianchi di qualità. Friuli Colli Orientali DOC ricomprende il territorio dei comuni di Attimis, Buttrio, la parte est di Cividale, Corno di Rosazzo, Faedis, Manzano, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, S. Giovanni al Natisone, S. Pietro al Natisone, Tarcento e Torreano in provincia di Udine. Comprende inoltre le sottozone di Cialla, Ribolla Gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo, Schioppettino di Prepotto e Refosco di Faedis. Per la produzione dei famosi bianchi del Collio, i vitigni più utilizzati, in purezza o in blend, sono: malvasia, pinot bianco, pinot grigio, ribolla gialla, friulano, verduzzo, picolit, sauvignon blanc e chardonnay. I rossi vengono prodotti principalmente con refosco, schioppettino, pignolo, tazzelenghe, cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot.

Friuli Grave

I vini Friuli Grave DOC vengono prodotti in un ampio territorio del Friuli, in provincia di Udine e Pordenone, caratterizzato fondamentalmente da terreni d’origine alluvionale, drenanti e ricchi di ciottoli e sassi, che si sono rivelati molto adatti per la coltivazione della vite e in particolare per i vitigni a bacca rossa. I vitigni rossi storicamente presenti e che meglio si sono adattati al terroir, sono il cabernet sauvignon, il cabernet franc, il merlot, il carmenère e il refosco. Vengono inoltre coltivati con buoni risultati anche le uve a bacca bianca: pinot grigio, pinot bianco, verduzzo, friulano, chardonnay e sauvignon blanc.

Friuli Isonzo

Garda

Gattinara

Gavi

Gevrey-Chambertin

Gigondas

Gioia del Colle

Gioia del Colle DOC è una delle più importanti denominazioni della Puglia. Si estende nell’entroterra di Bari, in particolare nei comuni di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Grumo Appula, Noci, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Turi e Altamura. È una zona caratterizzata da terreni calcarei e da un clima mediterraneo, mitigato dalle brezze del vicino mar Adriatico. Tra i vitigni a bacca rossa, i più coltivati sono il primitivo, il negroamaro, il montepulciano, il sangiovese e la malvasia nera. Il vitigno primitivo si è dimostrato particolarmente adatto al terroir, e a Gioia del Colle si esprime con vini caratterizzati da grande finezza ed eleganza.

Gladstone

Goriška Brda

Grand Armagnac

Grappa

Greco di Tufo

Il Greco di Tufo DOCG è uno dei grandi bianchi del sud Italia, prodotto con un antico vitigno coltivano in Campania dai tempi della colonizzazione ellenica. La denominazione ricomprende il territorio dei comuni di Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Petruro Irpino, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina, Torrioni e Tufo in provincia di Avellino. La base ampelografica è definita in un minimo di 85% di greco e un eventuale massimo del 15% di coda di volpe bianca. Il Greco di Tufo DOCG è un vino bianco di struttura, con aromi complessi e profondi e una grande freschezza, che lo rende adatto anche alla spumantizzazione con Metodo Classico.

Grignolino d'Asti

Grignolino del Monferrato Casalese

Gutturnio

Haut-Médoc

Hermitage

L’appellation Hermitage AOC è una piccola denominazione di soli 135 ettari che si trova nella Vallée du Rhone. Una splendida collina che si eleva sulla riva sinistra del Rodano, famosa da secoli per la qualità assoluta dei suoi vini a base di syrah. Uno dei luoghi mitici della storia della viticoltura europea, legato ad antiche leggende, che ne hanno creato il fascino e l’allure. Hermitage AOC è celebre per i suoi Syrah, considerati tra i migliori al mondo. Sono vini eleganti e potenti, molto armoniosi e complessi con la tipica nota speziata del vitigno. Oltre ai rossi, a Hermitage vengono prodotti anche interessanti vini bianchi con marsanne e roussanne, che esprimono aromi intensi di albicocca, frutta gialla matura, miele e frutta secca.

Hunter Valley

Irpinia

La denominazione Irpinia DOC comprende tutte le aree vocate alla coltivazione della vite del territorio amministrativo della provincia di Avellino. Il disciplinare prevede la produzione di vini bianchi principalmente con vitigni: greco, fiano, coda di volpe, falanghina e di vini rossi, con i vitigni: aglianico e sciascinoso. Grazie ai terreni collinari e montuosi, al clima fresco con notevoli escursioni termiche, ai suoli poveri particolarmente adatti alla coltivazione della vite, i vini Irpinia DOC sono apprezzati per l’intensità aromatica e la forte connotazione territoriale, che ne fa delle vere eccellenze dell’enologia del Sud.

Ischia

Isola dei Nuraghi

La zona di produzione dell’Isola dei Nuraghi IGT comprende tutto il territorio della regione Sardegna. La normativa dei vini Isola dei Nuraghi IGT prevede la produzione di vini bianchi, rosati e rossi, con uve di uno o più vitigni, idonei alla coltivazione nella Regione Sardegna. I vitigni principalmente utilizzati sono quelli autoctoni sardi, sia a bacca bianca che a bacca rossa: vermentino, nuragus, nasco, cannonau, carignano, monica e cagnulari. Sono vini di grande personalità, tipici, mediterranei e con forte connotazione territoriale.

Isole Cicladi

Jumilla

Jumilla DOP è un’importante denominazione spagnola delle province di Albacete e Murcia, che ricomprende una zona coltivata a vigneto con una superficie complessiva di 4.500 ettari. Il clima della regione è di tipo continentale, con estati molto calde e inverni freddi. Le vigne sono coltivate in zona collinare, su terreni poveri dalla composizione di matrice prevalentemente calcarea, con suoli ricchi di rocce e pietre. I vitigni maggiormente allevati nella denominazione Jumilla DOP sono il monastell, che occupa circa il 90% dell’area vitata e la garnacha tintorera, due uve a bacca rossa tra le più diffuse in Spagna. I vini Jumilla DOP sono rossi prodotti proprio con monastell in purezza o con un blend di monastell e una piccola percentuale di garnacha tintorera. Sono rossi di buona struttura con corpo ricco, ampi, caldi e profondi.

Kamptal

Kremstal

Lacrima di Morro d'Alba

Lacryma Christi del Vesuvio

Lago di Caldaro

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

Lambrusco di Modena

Lambrusco di Sorbara

Il Lambrusco di Sorbara DOC è una delle migliori eccellenze regionali dell’Emilia Romagna. Viene prodotto nei territori dei comuni di Bastiglia, Bomporto, Nonantola, Ravarino, San Prospero e parte del territorio dei comuni di Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Modena, San Cesario sul Panaro, Soliera, in provincia di Modena. Per la produzione del Lambrusco di Sorbara DOC, il disciplinare prevede una base ampelografica con un minimo del 60% di lambrusco di Sorbara e un massimo del 40% di lambrusco Salamino. Possono concorrere le uve di altri lambruschi, da sole o congiuntamente, per un massimo del 15%. È il vino classico della tradizione del territorio, fresco, fruttato con piacevole e vivace acidità. Si sposa perfettamente con i piatti tipici della cucina Emiliana.

Langhe

Le Langhe, “terra di vini, profumi...e romanzi” viene descritta magistralmente dalla penna dello scrittore Beppe Fenoglio. Si tratta di una regione storica del Piemonte comprendente un vasto territorio di straordinaria bellezza delimitato dai fiumi Tanaro, Belbo, Bormida di Millesimo e Bormida di Spigno, costituito da un susseguirsi di vigneti, colline, boschi e a due passi da piccoli borghi antichi, che si estende in molti comuni della provincia di Cuneo e di Asti. I Paesaggi Vitivinicoli offerti dalle colline di Langhe-Roero sono divenuti insieme a quelli di Monferrato Patrimonio dell’Unesco nel 2014. È impossibile visitare le Langhe senza soffermarsi ad ammirare esempi di architettura medioevale che costellano il territorio come il centro storico d’Alba o il Castello Grinzane Cavour, uno dei più affascinanti dell’intera Italia.Il nome deriva dalla parlata locale, ad indicare il plurale di una collina bassa e lunga. Il territorio langarolo può essere scomposto in: Bassa Langa, chiamata così non per questioni di altitudine, nonostante non superi mai i 500 metri. È la zona tipica della carne cruda all’albese e di piatti della cucina tipica piemontese a base di burro e salvia, dei vini e del tartufo bianco, per cui ogni anno viene indetta una fiera appositamente dedicata Alta Langa, zona al confine con la Liguria. conosciuta per i boschi e la torta di nocciole prodotta con la pregiata varietà “tonda gentile delle Langhe” All’interno dei suoi confini si trovano alcuni dei vini DOCG più famosi d’Italia, tra cui Barolo, Barbaresco, Asti e Dogliani. I vini non conformi a criteri di produzione così stringenti sono accolti nella DOC Langhe in cui viene concessa una maggiore sperimentazione di varietà e tecniche enologiche. Caso emblematico è quello del Langhe Chardonnay e di altri vini di alta qualità, molti dei quali paragonabili ai prestigiosi Super Tuscan toscani. Il disciplinare prevede diverse tipologie: bianco, rosso, rosato, bianco e rosso passito. È inoltre prevista la possibilità di indicare il vitigno in etichetta per le varietà: arneis, chardonnay, favorita, riesling, nascetta, rossese bianco, sauvignon, nebbiolo, dolcetto, freisa, cabernet sauvignon, pinot nero, merlot, purché la percentuale minima del vitigno utilizzato per la produzione di questo vino sia almeno dell’85%.

Lazio

Lazio IGT è un’Indicazione Geografica Tipica riservata ai vini bianchi, rossi e rosati, di varie tipologie, prodotti nell’intero territorio del Lazio. La regione Lazio può vantare antichissime tradizioni nel campo della coltivazione della vite, che risalgono ai tempi degli antichi Romani. Il territorio con belle esposizioni collinari, il clima dolce e i suoli vocati, spesso d’antica origine vulcanica, costituiscono un habitat ideale per la vite. Per la produzione dei vini Lazio IGT, sono utilizzati soprattutto i principali vitigni autoctoni della regione: malvasia puntinata, malvasia del Lazio, bellone, trebbiano giallo, trebbiano toscano, bombino bianco, cesanese comune, cesanese d’Affile, nero buono e moscato di Terracina.

Lessini Durello

Liguria di Levante

Liguria di Levante IGT è una delle Indicazioni Geografiche Tipiche più importanti della Liguria e comprende tutti i terreni vocati per la coltivazione della vite, che si trovano all’intero del territorio della provincia di La Spezia. Per quanto riguarda i vini bianchi, vengono utilizzati soprattutto i seguenti vitigni: malvasia lunga e trebbiano toscano. I vini rossi e rosati Liguria di Levante IGT, sono invece prodotti soprattutto con canaiolo, ciliegiolo, merlot, pollera nera, sangiovese e syrah. Il Levante Ligure è una zona di grandi tradizioni nel campo della viticoltura, sia nell’area di Luni, verso il confine toscano e la Lunigiana, sia sulla costa delle Cinque Terre, dove la coltivazione della vite è spesso caratterizzata da panoramiche vigne terrazzate a strapiombo sul mare. Sono vini solari e mediterranei, che ben esprimono le particolarità del territorio.

Lison Pramaggiore

La denominazione Lison Pramaggiore DOC, comprende i territori di molti comuni in provincia di Treviso, Venezia e Pordenone. Per quanto riguarda i vini bianchi, il disciplinare Lison Pramaggiore DOC prevede l’utilizzo di un minimo di tai dal 50 al 70%, con un eventuale saldo fino a un massimo del 50% di uve a bacca bianca previste dal disciplinare. I vini bianchi, se prodotti con almeno l’85% delle seguenti uve: chardonnay, pinot grigio, sauvignon, verduzzo, possono riportare il nome del vitigno in etichetta. Per i vini rossi, il disciplinare definisce la base ampelografica in merlot dal 50 al 70%, con un eventuale saldo di un massimo del 50% con uve a bacca rossa previste dal disciplinare. I vini rossi se prodotti con almeno l’85% delle seguenti uve: merlot, cabernet (franc e/o sauvignon), carmenère, malbec, refosco dal peduncolo rosso, possono riportare il nome del vitigno in etichetta. Si tratta di una denominazione molto interessante, che produce vini dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Listrac-Médoc

Livermore Valley

Lugana

Lugana DOC è una denominazione interregionale, che si estende nei territori a sud del lago di Garda, in particolare nei comuni di Desenzano, Lonato, Pozzolengo e Sirmione in provincia di Brescia e Peschiera del Garda in provincia di Verona. Il vino Lugana DOC è prodotto con il vitigno turbiana o trebbiano di lugana, geneticamente molto simile al verdicchio e al trebbiano di Soave. Grazie al clima mitigato dalla presenza del lago di Garda e ai terreni ricchi di argilla, i vini di Lugana sono bianchi armoniosi e di buon corpo, freschi e minerali. Sono vini con un buon potenziale d’invecchiamento, che esprimono il meglio dopo qualche anno di affinamento in bottiglia.

Luján de Cuyo

Malvasia delle Lipari

Marche

Marche IGT è un’Indicazione Geografica Tipica che riguarda molte tipologie di vini: bianchi, rossi, rosati, spumanti e passiti. I vini Marche IGT sono prodotti nel territorio delle province di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino. I vitigni maggiormente utilizzati sono alicante, barbera, cabernet franc, cabernet sauvignon, chardonnay, ciliegiolo, fiano, gaglioppo, grechetto, incrocio Bruni 54, malvasia bianca di Candia, merlot, moscato bianco, passerina, pinot bianco, pinot grigio, pinot nero, rebo, riesling, sangiovese, sauvignon blanc, syrah e trebbiano toscano. Il territorio dell’Indicazione Geografica Tipica Marche comprende un’area collinare molto vocata, con condizioni climatiche e suoli ideali per la coltivazione della vite, che qui ha origini molto antiche. I vini Marche IGT rappresentano una delle migliori eccellenze del centro Italia.

Maremma Toscana

La denominazione Maremma Toscana DOC comprende il territorio della provincia di Grosseto, nella parte sud della Toscana. Il disciplinare prevede la produzione di vini bianchi, rosati e rossi. I vitigni bianchi più utilizzati, per produrre i vini Maremma Toscana DOC sono: ansonica, trebbiano toscano, vermentino, chardonnay e viogner, mentre per quanto riguarda i vitigni rossi più diffusi, ricordiamo: l’alicante, il cabernet sauvignon, il cabernet franc, il canaiolo, il ciliegiolo, il merlot, il sangiovese e la syrah. La Maremma è una regione molto vocata per la viticoltura, grazie alle belle esposizioni collinari, al clima caldo e secco, mitigato dalla vicinanza del mare. Si tratta di una zona molto interessante, che esprime vini di eccellente livello, con un caratteristico profilo solare e mediterraneo.

Margaux

Margaux AOC è una delle appellation più famose e prestigiose di Bordeaux. E’ l’unica appellation comunale dell’Haut–Medoc a portare il nome di un Premier Grand Cru Classé: Château Margaux. Margaux AOC comprende i comuni di Arsac, Cantenac, Labarde, Margaux e Soussans e si estende su circa 1.400 ettari. Nel suo territorio si trovano alcune delle zone più vocate in assoluto di tutte le Graves. I vini sono classici tagli bordolesi, prodotti con varie percentuali di cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e petit verdot. Sono tra le migliori eccellenze di Bordeaux e sono particolarmente rinomati per l’eleganza, l’armonia, la ricchezza espressiva, sostenuta da una trama tannica delicata e setosa. Sono vini raffinati, di grande finezza, riconosciuti a livello internazionale tra i rossi più importanti al mondo. Seppur già piacevoli dopo alcuni anni dalla data della vendemmia, hanno un grande potenziale d’evoluzione ed invecchiamento.

Marlborough

Marmilla

Marmilla IGT è un’Indicazione Geografica Tipica della Sardegna. La normativa definisce la zona di produzione Marmilla IGT nei territori dei comuni di Collinas, Furtei, Pabillonis, Samassi, Sanluri, Sardara, Serrenti, Villamar, Villanovaforru, in provincia del Medio Campidano, e dei comuni di Baressa, Gonnoscodina, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Morgongiori, Pompu, Simala, Siris, in provincia di Oristano. L’Indicazione Geografica Tipica Marmilla IGT consente la produzione di vini bianchi, rosati e rossi con i vitigni autorizzati dalla Regione Sardegna a esclusione di cannonau, carignano, girò, malvasia, monica, moscato, nasco, nuragus, semidano, vermentino e vernaccia. Si tratta di una zona d’antiche tradizioni, che risalgono addirittura all’età nuragica e ai successivi periodi dele dominazioni dei Fenici e dei Cartaginesi. Il clima mediterraneo, caldo e secco, che può godere dell’influsso delle brezze del mare e i terreni pregiati, costituiscono condizioni ideali per una viticoltura di qualità.

Marsala

La denominazione Marsala DOC si estende nella zona occidentale della Sicilia, in provincia di Trapani, a esclusione dei comuni di Alcamo, Favignana e Pantelleria. Il Marsala DOC può essere prodotto nelle versioni: fine, superiore, superiore riserva, vergine o soleras, vergine riserva o soleras riserva, vergine stravecchio o soleras stravecchio. Il Marsala Oro e Ambra deve essere prodotto con grillo e/o catarratto e/o inzolia e/o damaschino. Il Marsala Rubino è prodotto con nero d’Avola e/o perricone e/o nerello mascalese, con un eventuale 30% delle stesse uve utilizzate per il Marsala bianco. Il Marsala DOC è un vino fortificato di antiche tradizioni, una vera eccellenza dell’enologia italiana.

Martinique

Mendoza

La regione argentina di Mendoza è una delle aree più famose del Sud America per la produzione di vini rossi, in particolare con il vitigno francese d’origine bordolese malbec. Mentre a Bordeaux il malbec è stato soppiantato dal cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot, a Mendoza ha trovato la sua terra d’elezione, regalando vini di forte carattere e personalità. Nelle migliori versioni, esprime un bouquet con aromi di prugna, confettura di frutta rossa, ciliegia sotto spirito e note boisé. È un vino di buon corpo e struttura, con trama tannica importante e bella persistenza. Perfetto da abbinare a carni rosse alla brace.

Menfi

Mesogaia

Meursault

Molise

Molise DOC è una denominazione di carattere regionale, che disciplina la produzione di vini bianchi e rossi. Per quanto riguarda i rossi, il disciplinare Molise DOC prevede l’utilizzo di un minimo dell’85% di montepulciano, con eventuale saldo di un massimo del 15% di altre uve a bacca rossa autorizzate nelle province di Campobasso e Isernia. Nel caso in cui venga utilizzato almeno l’85% di uno dei seguenti vitigni: aglianico, cabernet sauvignon, sangiovese e tintilia, è possibile indicarlo in etichetta. Per la versione Riserva i vini devono essere sottoposti a un periodo d’invecchiamento minimo di 2 anni, di cui almeno 6 mesi in legno.

Monbazillac

Monferrato

Monica di Sardegna

Monica di Sardegna DOC è una denominazione a carattere regionale che abbraccia praticamente tutto il territorio della Sardegna. La base ampelografica del vino Monica di Sardegna DOC è fissata dal disciplinare in un minimo dell’85% di monica. Possono eventualmente concorrere altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Sardegna, per un massimo del 15%. Il vino Monica di Sardegna Superiore non può essere immesso al consumo prima del 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.

Montecarlo

Montefalco

Montefalco DOC è una denominazione che comprende l’intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo in provincia di Perugia. Il disciplinare prevede la produzione sia di vini bianchi che rossi. Per quanto riguarda il Montefalco Rosso DOC la normativa prevede un minimo di 60/70% di sangiovese, un 10/15% di sagrantino e per la rimanente parte altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, autorizzati nella provincia di Perugia. Il vino Montefalco Rosso DOC deve invecchiare almeno 18 mesi e la versione Riserva almeno 30 mesi, di cui 12 in legno.

Montello e Colli Asolani

Montepulciano d'Abruzzo

Monteregio di Massa Marittima

Monteregio di Massa Marittima DOC è una denominazione del sud della Toscana, che comprende i territori di Massa Marittima, di Monterotondo Marittimo e in parte dei comuni di Castiglione della Pescaia, Follonica, Gavorrano, Roccastrada e Scarlino in provincia di Grosseto. Il disciplinare prevede la produzione di vini bianchi, rosati e rossi. In particolare i vini rossi di Monteregio di Massa Marittima DOC, sono prodotti con un minimo del 50% di sangiovese e con un altro 50% di uve a bacca rossa autorizzate in Toscana, con l’esclusione dell’aleatico. È possibile indicare in etichetta l’indicazione Sangiovese, Syrah, se il vino è prodotto con almeno 85% delle uve del vitigno, con un saldo eventuale del massimo del 15% di altre uve a bacca rossa autorizzate in Toscana, con l’esclusione dell’aleatico. Per la versione Monteregio di Massa Marittima DOC Riserva è previsto un periodo d’invecchiamento obbligatorio di minimo 2 anni, di cui almeno 6 mesi in legno e 3 mesi di affinamento in bottiglia. È un vino che rispecchia perfettamente il territorio, solare e mediterraneo della Maremma toscana.

Monterey

Montilla-Moriles

Montrachet

Morellino di Scansano

La denominazione Morellino di Scansano DOCG è la più conosciuta e prestigiosa del sud della Toscana. Comprende i territori del comune di Scansano e parte dei territori comunali di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna e Semproniano in provincia di Grosseto. La base ampelografica prevede un minimo dell’85% di sangiovese, con un eventuale saldo massimo del 15% di altre uve autorizzate nella regione Toscana. Per la versione Riserva è previsto un periodo d’invecchiamento di almeno 2 anni, di cui uno in legno. Il Morellino di Scansano DOCG rappresenta una caratteristica espressione del sangiovese solare e mediterraneo della Maremma.

Morey-Saint-Denis

Moscadello di Montalcino

Moscato d'Asti

Moscato di Pantelleria

Mosella

Moulis-en-Médoc

Muscadet Sèvre-et-Maine

Musigny

Médoc

Napa Valley

Neuquén

Neusiedlersee

Nizza

Nobile di Montepulciano

Nobile di Montepulciano DOCG è una denominazione storica della Toscana che comprende il territorio del solo comune di Montepulciano in provincia di Siena. La base ampelografica è fissata in un minimo del 70% di prugnolo gentile, un biotipo locale di sangiovese, possono concorrere per un massimo del 30% altri vitigni autorizzati nella regione Toscana, con un massimo del 5% di uve a bacca bianca. Il vino Nobile di Montepulciano DOCG deve essere sottoposto a un periodo minimo di invecchiamento di 2 anni e a un affinamento di 6 mesi in bottiglia. Per la versione Riserva è previsto un periodo minimo d’invecchiamento di 3 anni e 6 mesi d’affinamento in bottiglia. Si tratta di un grande vino rosso, una vera eccellenza della zona Classica della Toscana.

Noto

La zona di produzione dei vini Noto DOC comprende il territorio dei comuni di Avola, Noto, Pachino e Rosolini in provincia di Siracusa. È una zona storicamente vocata per la produzione di vini rossi, in particolare con il vitigno nero d’Avola. È presente anche una piccola produzione di Moscato di Noto, spumante passito e liquoroso. Per quanto riguarda il Noto DOC rosso, il disciplinare prevede un minimo di nero d’Avola dell’85%, con eventuale aggiunta di altri vitigni non aromatici, autorizzati dalla regione Sicilia per un massimo del 15%. I vini rossi di Noto si distinguono per potenza, concentrazione ed eleganza. Rappresentano una delle migliori eccellenze della regione siciliana.

Offida

Olevano Romano

Oltrepò Pavese

Omaka Valley

Orvieto

Passito di Pantelleria

Patagonia

Pauillac

L’appellation Pauillac AOC si trova nella famosa regione del Médoc, nei pressi di Bordeaux, per la precisione sulla riva sinistra della Gironda. Grazie alle straordinarie condizioni pedoclimatiche del suo terroir, Pauillac AOC si può fregiare di ospitare tre dei cinque Premier Grand Cru classé de 1855: Lafite Rothschild, Latour e Mouton Rothschild. L’85% della produzione di vini dell’appellation Pauillac AOC nasce da vigne coltivate in 18 Cru Classé. I vitigni maggiormente presenti sono il cabernet–sauvignon, che in questa zona si esprime su livelli assoluti, il merlot e in minor misura il petit verdot e il malbec. I vini di Pauillac sono ricchi, ampi, complessi ed eleganti con un potenziale d’invecchiamento di circa 20/25 anni. Sono tra i vini rossi più celebri e apprezzati al mondo.

Pessac-Léognan

Pfalz

Piemonte

Piemonte DOC è una denominazione di carattere regionale con un ampio disciplinare, che prevede la produzione di molte tipologie di vino: rosso, rosso frizzante, bianco, bianco frizzante, rosato, rosato frizzante e spumante. I vitigni maggiormente utilizzati per la produzione dei vini Piemonte DOC sono: cabernet sauvignon, merlot, pinot nero, syrah, sauvignon blanc, chardonnay, pinot bianco, pinot grigio, cortese, albarossa, barbera, dolcetto, grignolino, bonarda, freisa, moscato e brachetto. Si tratta di una denominazione di carattere generale con un alto livello qualitativo, a conferma della grande vocazione del territorio piemontese per la produzione di vini, soprattutto rossi.

Pignoletto di Modena

Pomerol

L’appellation Pomerol AOC si trova a Bordeaux, nella zona del Libournais, sulla riva destra della Gironda. È famosa per i suoi grandi rossi, in particolare prodotti con merlot: tra tutti ricordiamo il celebre Petrus, uno dei vini più rari e più cari del mondo. Anche se non è stata ricompresa tra i Grand Cru Classé del 1855, la reputazione dell’appellation Pomerol AOC è straordinaria. Le vigne si estendono complessivamente su una superficie di circa 770 ettari, coltivate quasi esclusivamente a Merlot. I vini sono eleganti, ampi, complessi con tannini sottili. Con l’invecchiamento raggiungono vette di grande finezza e armonia.

Pomino

Porto

Portofino

Pouilly-Fuissé

Pouilly-Fumé

Primitivo di Manduria

La denominazione Primitivo di Manduria DOC è una delle più importanti e famose della Puglia. La zona di produzione comprende diversi comuni in provincia di Brindisi e Taranto. La base ampelografica, anche per la versione Riserva, è fissata dal disciplinare in un minimo dell’85% di primitivo, con un eventuale saldo di un massimo del 15% di altre uve a bacca nera non aromatiche autorizzate nelle provincie di Brindisi e Taranto. La versione Riserva deve essere sottoposta a un periodo d’invecchiamento di due anni. I vini della denominazione Primitivo di Manduria DOC sono rossi potenti, caldi, complessi e avvolgenti.

Prosecco

Il Prosecco DOC è una delle eccellenze del nostro patrimonio enologico. È uno dei vini di maggior successo, sia in Italia che all’estero. La zona di produzione è molto ampia, praticamente si estende da Vicenza al Friuli Venezia Giulia. La base ampelografica è definita in un minimo di 85% di glera, con un eventuale saldo del 15% di verdiso e/o bianchetta trevigiana e/o perera e/o glera lunga e/o chardonnay e/o pinot bianco e/o pinot grigio e/o pinot nero (vinificato in bianco). È uno spumante prodotto con il metodo Charmat, che prevede la presa di spuma e la rifermentazione in autoclave. Un processo che esalta soprattutto gli aromi floreali e fruttati, che caratterizzano il classico bouquet del prosecco.

Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene

Il Prosecco è lo spumante italiano più famoso, tra i prodotti promotori del Made in Italy nel mondo, arrivato a competere e superare per numero di bottiglie vendute nientemeno che lo champagne. Sebbene sia tornato prepotentemente alla ribalta soltanto a partire dal 2005, si rilevano tracce dei primi prosecco già a partire dal 1382, a Trieste, nel Friuli Venezia Giulia, particolarmente apprezzato dalla Casa d’Asburgo che se ne faceva recapitare ogni anno 100 anfore. Nel corso dei secoli la sua produzione si è concentrata sul Carso triestino e del Collio friulano ma fu poi abbandonata per svilupparsi maggiormente sulle colline trevigiane, in Veneto, specialmente sui Colli Asolani e sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene, che tutt’oggi offrono i prosecco migliori. Lo straordinario successo ottenuto da questo spumante nel secondo dopoguerra ha portato ad una corsa alla sua imitazione di massa. Elemento caratterizzante era il vitigno con cui veniva prodotto lo spumante, il Prosecco appunto, nome facilmente attribuibile a qualsiasi vino ottenuto da questo uvaggio. Così il prodotto fu associato alla città omonima triestina e ripristinato il nome antico del vitigno, ossia il Glera per differenziarlo in maniera assoluta. L’imitazione cessò quasi del tutto di esistere dopo che nel 1969 fu istituita la DOC Prosecco al fine di certificare la provenienza di questi spumanti da specifiche aree dell’Italia nord-orientale, ovvero nelle province del Veneto, escluse Rovigo e Verona, e in tutte le province del Friuli. Il Prosecco si compone generalmente di uve Glera al 100%, particolarmente adatti al metodo cardine per la sua realizzazione, ovvero il Metodo Martinotti-Charmat, in cui a differenza del Metodo Classico, la presa di spuma avviene per rifermentazione in autoclave. Per legge, tuttavia, la varietà dominante può essere accompagnata da uve Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero vinificato in bianco, in quanto il disciplinare di produzione non prevede la produzione di un prosecco rosato. Dal 2009, la zona di produzione a maggior vocazione del territorio, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, può fregiarsi della DOCG, con la possibilità di aggiungere la menzione Superiore. Questa deve il suo nome alle due capitali della denominazione: Conegliano, capitale culturale in cui ha sede la prima Scuola Enologica d’Italia, e Valdobbiadene, cuore produttivo di questo territorio contraddistinto da una straordinaria vocazione e bellezza. Negli anni si è imposto fra le varie tipologie il prosecco di Cartizze, prodotto in un’area di 107 ettari nell’omonima zona dalla caratteristica forma di pentagono, compresa all’interno di una frazione del comune di Valdobbiadene, tra le colline più ripide di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol. Ma hanno avuto una pronta diffusione anche il Prosecco di Asolo sempre a DOCG, e le cosiddette Rive, termine che indica le pendici delle ripide e vocate colline che caratterizzano il territorio, al fine di mettere in luce particolari espressioni del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Ciascuno di questi spumanti viene ricavato da uve provenienti da un unico comune o frazione di esso: è il caso del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Rive di Refrontolo o Rive di Santo Stefano. In base al livello di zuccheri presente nel suo dosaggio si distinguono le versioni canoniche Brut, Extra Dry, Dry, sebbene stiano prendendo piede di recente anche i dosaggi Demi-Sec e Pas Dosé. La DOC Prosecco inoltre contempla delle tipologie minori di prosecco, ossia la versione Frizzante e il Tranquillo, come quello della cantina Collalto, molto poco conosciuto quasi di nicchia. Fatte salve le naturali differenze micro-climatiche, di suolo e di esposizione riscontrabili nelle diverse aree della denominazione, si può delineare il profilo dello spumante in oggetto come quello di una bollicina dal colore giallo paglierino con riflessi luminosi, che all’olfatto sprigiona una complessità di profumi che ritorna di frequente sulla frutta a polpa bianca, mela e pera su tutte, agrumi e tocchi di rosa, con un delicato retrogusto di mandorla. Al palato è armonico ed elegante, di grande morbidezza, sostenuto da un perlage piacevolmente fine. La moderata gradazione alcolica rende il prosecco un ottimo aperitivo ma anche perfetto compagno di antipasti, secondi a base di pesce, nonché protagonista di deliziosi cocktail quali il Bellini, il Rossini e il Cocktail Hugo. Tra i produttori più famosi di questa denominazione troviamo: Adami, Andreola, Astoria, Bisol, Bortolomiol, Carpenè Malvolti, Foss Marai, Mionetto, Nino Franco e Zardetto.

Prosecco di Asolo

La denominazione Colli Asolani Prosecco o Asolo Prosecco DOCG è riservata all'areale di produzione che si estende per 19 comuni attorno ad Asolo. Ottenuto prevalentemente da uve della varietà Glera, si caratterizza per un profumo di agrumi, mela matura e fiori bianchi, un corpo agile ed elegante, in un perfetto equilibrio tra freschezza e sapidità che ne invoglia la beva. È l'unica denominazione del Prosecco a poter indicare la tipologia Extra Brut, l'unica in grado di mettere propriamente in risalto le caratteristiche di questa particolare zona, disposta su alte colline e interessata da forti escursioni termiche e buona ventilazione.

Provincia di Pavia

Puente Alto

La denominazione cilena Puente Alto DO si trova nella zona a sud–est della capitale Santiago del Cile, nella regione vitivinicola di Maipo, che prende il nome dall’omonimo fiume che l’attraversa. Puente Alto DO è una delle zone più vocate del Cile per la viticoltura di qualità. Si coltivano soprattutto vitigni internazionali: cabernet sauvignon, merlot, carménère, syrah, chardonnay, sauvignon blanc, sauvignonasse.

Puglia

Il disciplinare della Puglia IGT consente la produzione di una vasta gamma di vini: bianchi, rosati, rossi, spumanti, frizzanti, novello e passito. L’area di produzione si estende nei territori delle province di Bari, BAT (Barletta – Andria – Trani), Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto. La Puglia fa parte di una delle aree più antiche di domesticazione della vite, che molto probabilmente risale a un’epoca precedente la colonizzazione greca. Da alcuni decenni la Puglia si è lasciata alle spalle un passato di produzione di quantità, per intraprendere un cammino nel segno della qualità, raggiungendo livelli di eccellenza, soprattutto nel campo dei rossi e dei rosati. I vitigni più utilizzati per la produzione dei vini Puglia IGT sono: bianco d’Alessano, bombino bianco, bombino nero, impigno, malvasia nera, moscatello selvatico, negramaro, notardomenico, pampanuto, primitivo, susumaniello, uva di Troia e verdeca.

Puisseguin Saint-Émilion

Puligny-Montrachet

Recioto della Valpolicella

Reggiano

Rheingau

Rioja

La denominazione Rioja DO si trova nella regione settentrionale della Spagna, in una depressione tra due catene di montagne. La zona coltivata a vigneto copre un’area larga circa 40 km e lunga 100 km divisa in tre parti: Rioja Alavesa, Rioja Alta e Rioja Baja. La Rioja DO è una delle aree più famose della Spagna soprattutto per la produzione di grandi vini rossi da invecchiamento con uva tempranillo. Sono inoltre coltivati anche i vitigni: garnacha, mazuelo, graciano, viura, malvasia e garnacha blanca.

Riviera Ligure di Ponente

Roero

La denominazione Roero DOCG comprende il territorio di una serie di comuni in provincia di Cuneo. Oltre che per i vini bianchi, prodotti con il vitigno arneis, Roero DOCG è famosa soprattutto per i grandi vini rossi. Il disciplinare richiede, anche per la versione Riserva, un utilizzo minimo del 95% di nebbiolo, con un eventuale 5% di uve provenienti da vitigni a bacca rossa non aromatici, autorizzati nella Regione Piemonte. Sono vini di grande tradizione e alta qualità, che rispetto ai nebbioli di Barolo e Barbaresco, si fanno apprezzare per una minore tannicità e una più facile e pronta beva.

Roma

Romangia

Romanée-St. Vivant

Ron Dominicano

Ron de Guatemala

Ron de Venezuela

Rosazzo

Rosso di Montalcino

Rosso di Montalcino DOC è la denominazione di ricaduta della famosa DOCG Brunello di Montalcino. La zona di produzione è limitata al territorio del solo comune di Montalcino. Il vino è prodotto con un biotipo particolarmente pregiato di sangiovese, detto sangiovese grosso o brunello. I vini della denominazione Rosso di Montalcino DOC, nascono quindi nello stesso territorio e con le stesse uve del famoso Brunello di Montalcino, ma si differenziano dal fratello maggiore per una minor struttura, che li fa apprezzare fin da giovani per la loro fragrante e fruttata freschezza.

Rosso di Montepulciano

Ruchè di Castagnole Monferrato

Russian River Valley

Sagrantino di Montefalco

Montefalco Sagrantino DOCG è una piccola denominazione che comprende i terreni vocati del comune di Montefalco e parte del territorio dei comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo in provincia di Perugia. La base ampelografica è fissata in sagrantino in purezza, il vitigno a bacca rossa autoctono del territorio. Il Montefalco Sagrantino DOCG deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno 33 mesi, di cui almeno 12 mesi in botti di rovere. Può essere immesso al consumo solo dopo un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi. Si tratta di un vino rosso di grande struttura, potente, con trama tannica importante e buona complessità aromatica.

Saint-Estèphe

Saint-Julien

Saint-Romain

Saint-Émilion

Salento

L'Indicazione Geografica Tipica Salento può essere utilizzata per la produzione di vini bianchi, rosati e rossi. Il Salento è una delle zone del sud Italia più interessante e vocata per la viticoltura. Il clima mediterraneo, caldo e ventoso, mitigato dalle brezze del mare e i terreni di matrice calcareo-argillosa, si sono rivelati ideali soprattutto per la coltivazione dei vitigni a bacca rossa. I vini Salento IGT devono essere prodotti con uve di vitigni idonei alla coltivazione nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto e iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino. Il disciplinare prevede inoltre la possibilità di indicare in etichetta il nome del vitigno, se il vino è realizzato con almeno l’85% delle uve menzionate. I vitigni più coltivati sono: negroamaro, aleatico, bianco d’Alessano, impigno bianco, malvasia nera di Lecce, malvasia nera di Brindisi, moscatello selvatico, primitivo, susumaniello.

Salice Salentino

La zona di produzione del Salice Salentino DOC comprende il territorio comunale di Cellino San Marco in provincia di Brindisi e il territorio dei comuni di Guagnano, Salice Salentino, Veglie e in parte il territorio comunale di Campi Salentina in provincia di Lecce. La denominazione prevede la produzione di vini bianchi, rosati e rossi. Per quanto riguarda la base ampelografica, il disciplinare prevede per i bianchi, anche spumante, un minimo del 70% di chardonnay, con un eventuale saldo di un massimo del 30% di altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nelle province di Brindisi e Lecce. Con menzione di vitigno bianco: pinot bianco e chardonnay (minimo 85%). Per rosati e rossi il disciplinare prevede un minimo del 75% di negroamaro, con un eventuale saldo di un massimo del 25% di altre uve a bacca rossa autorizzate in Puglia nella zona Salento-Arco Ionico. Con menzione di vitigno rosso aleatico (85%), negroamaro (90%). La denominazione Salice Salentino DOC è famosa soprattutto per i vini rossi, intensi, ricchi, profondi e persistenti.

Salina

Salta

San Juan

Sancerre

Sancerre AOC è una delle appellation più famose della Valle della Loira. Il territorio si estende nell’area collinare sulla riva destra del fiume,di fronte a Poully-Fumé. Una splendida zona collinare con versanti piuttosto ripidi, che si estende complessivamente su circa 2800 ettari. I suoli sono costituiti da pregiate terre bianche, caratterizzate dalla presenza di marne calcaree da cailloutes e graviottes. Il clima fresco e ventilato, ma sempre mitigato dalla presenza della Loira, è perfetto per una viticoltura di qualità. Il vitigno più coltivato in assoluto è il sauvignon blanc, ma non mancano anche alcuni vigneti di pinot noir destinato alla produzione di vini rossi e rosé. I vini dell’appellation Sancerre AOC sono pure espressioni del terroir e portano nel bicchiere le differenze dei suoli delle varie zone. Quelli provenienti da vigne coltivate sulle terre bianche, da giovani presentano aromi ricchi, che si affinano e diventano più eleganti con il tempo. I vini che nascono dalle zone caratterizzate da caillottes e graviottes sono invece più sottili e delicati, sempre dotati di grande freschezza. In generale sono considerati tra i migliori Sauvignon Blanc in assoluto.

Sannio

Sauternes

L’appellation Sauternes AOC si trova sulla riva sinistra della Garonna, nella zona sud delle Graves e comprende in territorio di diversi comuni: Barsac, Bommes, Fargues Preignac e Sauternes. È un’area d’antiche tradizioni, già famosa ai tempi dell’occupazione romana della Gallia. Il particolare microclima, con un tasso di umidità elevato e la presenza di nebbie mattutine durante la stagione autunnale, consente alla Botrytis cinerea di sviluppare sugli acini le muffe nobili responsabili degli aromi dei vini di Sauternes AOC. Le uve di sauvignon blanc, sémillon e muscadelle sono vendemmiate tardivamente, solo dopo lo sviluppo della Botrytis e vinificate una volta appassite. I vini così prodotti sono ricchi di zuccheri, con aromi intensi e complessi. Conservano tuttavia una buona acidità, che ne rende la bevuta sempre piacevolissima. Sono vini di grande prestigio e fama, con un potenziale d’invecchiamento che può arrivare fino a diverse decine d’anni. Perfetti da abbinare al foie gras, a un tagliere i formaggi erborinati o a formaggi stagionati e saporiti.

Savigny-les-Beaune

Sforzato di Valtellina

Sforzato di Valtellina DOCG è una denominazione che si estende su una serie di comuni del versante delle Alpi Retiche in provincia di Sondrio. È un vino ottenuto dopo un appassimento delle uve per alcuni mesi in appositi fruttai. Il vitigno principe della denominazione è il nebbiolo, in loco chiamato chiavennasca, che secondo quanto stabilito dal disciplinare deve essere presente in una percentuale minima del 90%, con un eventuale saldo del 10% di altre uve a bacca rossa autorizzate in provincia di Sondrio. Lo Sforzato di Valtellina DOCG è un vino di grande struttura, complessità e concentrazione aromatica, caldo, morbido e avvolgente.

Sherry

Sicilia

Sicilia DOC è una denominazione a carattere generale, che ricomprende tutto il territorio della Sicilia. Il disciplinare prevede la produzione di spumante, bianchi, rosati e rossi. I vitigni più utilizzati sono: catarratto, inzolia, chardonnay, grecanico, grillo, carricante, chardonnay, sauvignon blanc, viogner, moscato d’Alessandria, nero d’Avola, frappato, nerello mascalese, perricone, nocera, cabernet sauvignon e syrah.

Slovenja

Soave

Il Soave DOC è uno dei vini di maggior tradizione del panorama dei bianchi italiani. Nasce nella zona collinare a nord-est di Verona e ha la sua zona classica, storicamente più vocata, nei comuni di Soave e Monforte d’Alpone. La base ampelografica è fissata dal disciplinare in un minimo di 70% di garganega con un eventuale aggiunta di trebbiano di Soave e chardonnay per un massimo del 30%. Possono inoltre concorrere le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Provincia di Verona per un massimo del 5%. Il Soave DOC è un vino di buona struttura, armonioso ed equilibrato con un ottimo potenziale d’invecchiamento.

Suvereto

Taurasi

Il vino Taurasi DOCG è uno dei grandi rossi da invecchiamento prodotti nel sud Italia. La zona è limitata dal disciplinare a una serie di comuni in provincia di Avellino. La basa ampelografica è fissata in un minimo dell’85% di aglianico, possono concorrere altre uve a bacca rossa, non aromatiche, autorizzate nella provincia di Avellino per un massimo del 15%. Il Taurasi DOCG è un vino austero e intenso, particolarmente adatto ai lunghi affinamenti in legno. È un vino dal grande potenziale d’invecchiamento.

Teroldego Rotaliano

Terre Siciliane

L’Indicazione Geografica Tipica Terre Siciliane prevede la possibilità di produrre vini bianchi, rosati e rossi in tutto il territorio amministrativo della regione Sicilia. I vitigni più utilizzati nella denominazione Terre Siciliane IGT sono: catarratto, inzolia, chardonnay, grecanico, grillo, carricante, chardonnay, sauvignon blanc, viogner, moscato d’Alessandria, nero d’Avola, frappato, nerello mascalese, perricone, nocera, cabernet sauvignon e syrah.

Terre di Chieti

I vini Terre di Chieti IGT, possono essere prodotti nell’intero territorio amministrativo della provincia di Chieti. L’Abruzzo è una terra d’antiche tradizioni, molto vocata per la coltivazione di vitigni sia a bacca rossa che a bacca bianca. La normativa dell’Indicazione Geografica Tipica Terre di Chieti prevede la possibilità di produrre vini bianchi, rosati e rossi. I vitigni più utilizzati sono: trebbiano d’Abruzzo, pecorino, passerina, cococciola, aglianico, cabernet sauvignon, merlot, sangiovese.

Terre di Cosenza

Tokaji

Tolnai

Torgiano

Toro

Toscana

L’Indicazione Geografica Tipica Toscana prevede la possibilità di produrre vini bianchi, rosati e rossi in tutto il territorio amministrativo della regione Toscana. I vini Toscana IGT devono essere ottenuti da uve autorizzate alla coltivazione nella regione Toscana. Si tratta di una IGT molto ampia e generica legata a un territorio di grandi tradizioni e di sicura qualità.

Trentino

La denominazione Trentino DOC ricomprende il territorio di numerosi comuni in provincia di Trento. l disciplinare prevede una base ampelografica per i bianchi di un minimo di 80% di chardonnay e/o pinot bianco, con un saldo eventuale di un massimo del 20% di sauvignon e/o müller Thurgau e/o manzoni bianco. Con menzione di vitigno bianco: chardonnay, moscato giallo, müller Thurgau, nosiola, pinot bianco, pinot grigio, riesling italico, riesling, sauvignon, gewürztraminer (minimo 85%). Per quanto riguarda i rosati, la base ampelografica richiesta è definita in enantio e/o schiava e/o teroldego e/o lagrein, almeno in coppia, presenti ciascuno nel massimo di 70%, mentre per i rossi: cabernet franc e/o cabernet sauvignon e/o carmenère e/o merlot. Con menzione del vitigno rosso: moscato rosa, cabernet franc, cabernet sauvignon, carmenère, lagrein, marzemino, merlot, pinot nero, rebo (minimo 85%). La denominazione Trentino DOC ampia e variegata, ma che assicura sempre un alto livello qualitativo dei vini.

Trento

Trento DOC è una delle denominazione italiane più prestigiose per quanto riguarda la produzione di Spumanti Metodo Classico. La zona di produzione comprende le parcelle più vocate di una numerosa serie di comuni in provincia di Trento. Il disciplinare della denominazione Trento DOC prevede, per la produzione di Spumante Metodo Classico bianco, Rosé, anche Riserva, una base ampelografica di chardonnay e/o pinot bianco e/o pinot nero e/o pinot meunier. Il periodo minimo di permanenza sui lieviti è di 15 mesi, 24 mesi per i millesimati e 36 mesi per le Riserve.

Umbria

La normativa dell’Indicazione Geografica Tipica Umbria prevede la possibilità di produrre vini bianchi, rosati e rossi. La zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo delle province di Perugia e di Terni della Regione Umbria. Il cuore verde dell’Italia ha un’antica tradizione nel campo della viticoltura. Il suo territorio collinare e il clima continentale, forniscono ottime condizioni per la coltivazione sia di vitigni a bacca rossa che a bacca bianca. I vini della denominazione Umbria IGT possono essere prodotti con tutti i vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Umbria e iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino. Le varietà più coltivate sono: sagrantino, sangiovese, merlot, cabernet sauvignon, grechetto, trebbiano spoletino.

Val de Loire

Val di Cornia

Val di Neto

Valdarno di Sopra

Valle Central

Valle d'Aosta

Valle de Cafayate

Valle de Casablanca

Valle de Colchagua

Valle de Guadalupe

Valle de Leyda

Valle de Tupungato

Valle de Uco

Valle del Bío-Bío

Valle del Limarì

Valle del Maipo

Valle del Maule

Valle del Rapel

Valles Calchaquìes

Valpolicella

La denominazione Valpolicella DOC comprende il territorio collinare a nord-ovest di Verona. È una zona d’antiche tradizioni, già famosa ai tempi degli antichi romani per la qualità dei suoi vini. Il clima continentale, mitigato dalla presenza del vicino Lago di Garda e le belle esposizioni soleggiate, costituiscono un habitat ideale per la coltivazione delle uve a bacca rossa. I vitigni più coltivati sono quelli autoctoni del territorio: corvina, corvinone, rondinella, molinara e oseleta. I vini rossi Valpolicella DOC si fanno apprezzare soprattutto per armonia ed equilibrio, grande freschezza e bevibilità.

Valpolicella Ripasso

La denominazione Valpolicella Ripasso DOC è riservata alla produzione di un vino realizzato attraverso un particolare procedimento. Il Valpolicella Ripasso si produce partendo dal vino Valpolicella base, tenuto poi sulle vinacce residue dell'Amarone per circa 2 settimane. Attraverso questo processo, il vino acquisisce maggiore struttura, aromi più intensi, maturi e profondi, il vino cosi ottenuto è molto armonioso, morbido e vellutato, persistente e longevo.

Valtellina

Valtènesi

Veneto

L’Indicazione Geografica Tipica Veneto, Veneto IGT, comprende l'intero territorio delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza. Tra le regioni italiane, il Veneto è una di quelle che può vantare un’antica e consolidata tradizione nel campo della viticoltura e della produzione di grandi vini. I suoi vini erano, infatti, già famosi ai tempi degli antichi Romani e la fama si è conservata nei secoli fino ad arrivare intatta ai giorni nostri. I vini dell’Indicazione Geografica Tipica Veneto confermano l’alto livello qualitativo della produzione veneta, sia nel campo dei rossi, che dei bianchi. Per la preparazione dei vini Veneto IGT possono concorrere i vitigni idonei alla coltivazione per le rispettive province. Molte sono le varietà di uve autoctone coltivate in regione, integrate da una nobile selezione di varietà internazionali, da secoli presenti nel territorio. La gamma dei vini Veneto IGT offre una vasta scelta sia rossi, che di bianchi, garantendo sempre un eccellente livello e un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Venezia

Venezia Giulia

Venezia Giulia IGT è una denominazione che comprende l'intero territorio delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Il Friuli Venezia Giulia è una regione storicamente molto vocata per la coltivazione della vite. Le condizioni climatiche e la natura dei suoli, si sono dimostrate, fin dall’antichità, ideali per produrre grandi vini, soprattutto con uve a bacca bianca. La naturale protezione offerta dalle Alpi Giulie dai venti freddi del nord e l’influsso delle dolci brezze del mar Adriatico, creano un clima mite di stampo quasi mediterraneo. I terreni, costituiti da pregiate stratificazioni di marne e arenarie o da antichi depositi fluviali, si sono rivelati molto adatti a ospitare una viticoltura improntata alla ricerca della qualità. La regione può vantare un ricco patrimonio d’interessanti uve autoctone. Tuttavia nel corso del XIX secolo, sono stati introdotti molti vitigni internazionali, che si sono acclimatati perfettamente, esprimendosi su alti livelli qualitativi. Oggi l’offerta di vini Venezia Giulia IGT è ampia e sempre di alta qualità, in linea con le migliori tradizioni del territorio.

Ventoux

Verdicchio dei Castelli di Jesi

Verdicchio di Matelica

Vermentino di Gallura

Vermentino di Sardegna

Il Vermentino di Sardegna DOC è uno dei vini bianchi italiani più apprezzati per accompagnare la cucina di mare. Secondo il disciplinare, può essere prodotto in tutto il territorio della Sardegna. L’isola ha un’antica tradizione nel campo della viticoltura, che risale addirittura all’epoca della prima colonizzazione fenicia. Il clima caldo e ventilato, tipicamente mediterraneo e la presenza delle dolci brezze del mare, costituiscono delle condizioni particolarmente favorevoli per la coltivazione della vite. La base ampelografica del Vermentino di Sardegna DOC è fissata, anche per le versioni frizzante e spumante, in un minimo di 85% di vermentino. Possono eventualmente concorrere uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, autorizzati nella regione Sardegna per un massimo del 15%. Il Vermentino di Sardegna DOC è un vino intenso, morbido e armonioso, con ricchi aromi fruttati e freschezza equilibrata.

Vermouth di Torino

Vernaccia di San Gimignano

Veronese

Vigneti delle Dolomiti

L’Indicazione Geografica Tipica Vigneti delle Dolomiti può essere utilizzata per i vini bianchi, rossi e rosati, prodotti nei territori delle province di Trento, Bolzano e Belluno. Vigneti delle Dolomiti IGT è una denominazione interregionale, che trova la sua connotazione unitaria nell’appartenenza dei territori di produzione all’area dolomitica. L’Indicazione Geografica Tipica Vigneti delle Dolomiti identifica vini di montagna, prodotti in zone, che per clima e terreni sono molto vocate per una viticoltura improntata alla ricerca della massima qualità. I vini Vigneti delle Dolomiti IGT possono essere ottenuti con uve di vitigni idonei alla coltivazione nelle province di Bolzano e di Trento nella regione Alto Adige, e Belluno nella regione Veneto, iscritti nel Registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino, con esclusione di una serie di vitigni indicati in normativa. Vigneti delle Dolomiti IGT è una denominazione che tradizionalmente produce vini d’eccellenza, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Vin Santo del Chianti

Vin Santo di Montepulciano

Vinho Verde

Vino Spumante di Qualità

La menzione Vino Spumante di Qualità è utilizzata per tutti gli spumanti prodotti all’interno del territorio di denominazioni, che non prevedano espressamente la tipologia spumante nel disciplinare. Può essere utilizzata anche nel caso in cui, per scelta dei vitigni o processi produttivi, gli spumanti non rientrino all’interno della disciplina della denominazione territoriale d’appartenenza. Spesso si tratta di vere eccellenze di piccoli territori o di spumanti realizzati con vitigni autoctoni particolari e interessanti. La legge fissa alcune regole di base per garantire comunque la qualità e l’omogeneità del Vino Spumante di Qualità. Il titolo alcolometrico minimo naturale non può essere inferiore a 10% vol. Il liquer de tirage può essere composto, insieme ai lieviti e al saccarosio, solo da: mosto d’uve, mosto d’uve parzialmente fermentato dai quali possa essere ottenuto un vino da tavola o V.Q.P.R.D. La durata del processo di preparazione del Vino Spumante di Qualità, compreso l’invecchiamento del prodotto nell’azienda di produzione, non deve essere inferiore a 9 mesi a partire dall’inizio della seconda fermentazione. La durata della fermentazione e della permanenza del vino sulle fecce non può essere inferiore a 60 giorni. Il Vino Spumante di Qualità, inoltre, deve avere al momento dell’apertura una sovrappressione pari a 3,5 atmosfere, ridotta a 3 atmosfere se il contenitore ha una capacità inferiore ai 25 cL.

Vittoria

Vosne-Romanée

Vougeot

Vouvray

Wachau

Western Australia

Western Cape

Operazione in corso, attendere...

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