Le zone di origine

Abruzzo

La storia del vino in Abruzzo ha origini lontane nel tempo. Da Ovidio a Polibio, infatti, sono tante e autorevoli le testimonianze dell’esistenza di una tradizione vinicola già nell’antichità. Concentrata fino al Rinascimento nella provincia de L’Aquila, la viticoltura abruzzese ha conosciuto una fase di rapida trasformazione, soprattutto nel periodo dell’unificazione. Dalla metà del Novecento, la produzione di vino in Abruzzo si è andata sempre più specializzano e concentrando in zone ad alta vocazione vitivinicola, che grazie alla buona ventilazione e alle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, garantiscono un microclima ideale per la produzione di uve di grande qualità.

Alsazia

L'Alsazia è una regione vitivinicola situata nella parte nord-orientale della Francia, tra i monti Vosgi e il confine con la Germania, segnato dal fiume Reno. La presenza della catena montuosa dei Vosgi contribuisce in maniera decisiva a definire le caratteristiche climatiche, proteggendo la zona dai venti provenienti da ovest e diradando i fenomeni piovosi. L'Alsazia si differenzia dalle restanti zone della Francia per una ubiquitaria cultura tedesca che arriva a dettare gli stili architettonici e a influenzare finanche la produzione stessa del vino. Non stupisce perciò che si producano perlopiù vini bianchi con al centro vitigni quali Riesling o Gewürztraminer.Qui, il Pinot Grigio che in altre regioni francesi viene relegato a varietà da assemblaggio, assume una connotazione nobile e di rilievo. È presente anche una quota di vini dolci che si diversificano per residuo zuccherino e di cui se ne sottolinea la più elevata qualità attraverso le menzioni Vendanges Tardives e Selection de Grains Nobles.

Alto Adige

Vino e tradizione sono un binomio inscindibile nella regione altoatesina. In questo territorio la viticoltura ha origini antiche e l’odierna e molto varia produzione di vino è sostenuta da una secolare tradizione. Questa regione, infatti, era rinomata per i suoi vini già in epoca romana e ancora oggi la produzione vitivinicola conserva un ruolo primario nell’economia della regione, grazie soprattutto a una predisposizione ambientale che consente di mettere la qualità prima di tutto, con una varietà di vitigni difficilmente riscontrabile in altre zone.

Andalusia

l'Andalusia è, escluse le isole, tra le regioni più a sud della Spagna, divenuta famosa in tutto il mondo per la produzione del vino fortificato Sherry. Zona molto popolosa, per la sua vicinanza al continente africano è stata interessata da una successione incessante di migrazioni che hanno portato nel tempo alla volontà di scolpire un'identità culturale forte e unica: corrida e flamenco hanno avuto origine proprio in Andalusia. La regione vanta anche una lunga storia enologica ma, sebbene si producano anche vini da tavola, il cavallo di battaglia è rappresentato sicuramente dai vini fortificati. Non a caso la regione ospita 5 sotto-regioni in cui si producono prevalentemente vini fortificati o da dessert a denominazione di origine: Jerez, porto storico e patria dello Sherry, Sanlucar de Barrameda nota per i suoi Manzanilla, Montilla-Moriles specializzata in vini da dessert non fortificati a base di uve Moscatel, Malaga e Condado de Huelva.

Anguilla

Armagnac

Australia Meridionale

L'Australia Meridionale è uno dei sei stati del continente situato, come suggerisce lo stesso nome, nella parte più a sud dell'isola. Considerato il motore produttivo dell'industria enologica australiana, è responsabile di circa la metà della produzione totale del continente. Ma sono innumerevoli i vini di alta qualità, talvolta anche da collezione, che si possono trovare, specialmente realizzati a partire dalla varietà d'uva simbolo della regione: lo Shiraz. Tra i vini rossi prosperano anche i vini a base di Cabernet Sauvignon della Limestone Coast. Anche il Grenache si è ben adattato al clima dell'Australia Meridionale: insieme a Shiraz e Mourvèdre costituisce il classico blend GSM, divenuto celebre nella Valle del Rodano. Anche se in quantità più contenute sono presenti diverse varietà europee quali Tempranillo, Nebbiolo, Montepulciano e Petit Verdot. Tra i vini bianchi si trovano poche ma straordinarie eccellenze a base di Riesling e di Chardonnay delle Adelaide Hills o della Limestone Coast. Date le dimensioni della regione vitivinicola, il clima e la topografia variano notevolmente da un'area all'altra, così come l'altitudine che può andare da quasi il livello del mare a Langhorne Creek fino ai 600 metri in alcune parti della Piccadilly Valley sulle colline di Adelaide. Ciò non permette di definire con precisione le caratteristiche del suo terroir che può risultare molto vario, anche tra appezzamenti della stessa azienda. L'angolo sud-orientale è più fresco e meno arido di quello più a nord, troppo caldo per la coltivazione di Vitis vinifera. Il clima è moderato dalla presenta di due grandi golfi. Tra il lato orientale del golfo di St. Vincent e il fiume Murray c'è una fascia larga circa 80 km all'interno della quale si trovano i celebri vigneti di Barossa Valley, Eden Valley, Clare Valley e McLaren Vale.

Baja California

Basilicata

Vocazione millenaria quella della Basilicata per la viticoltura e la produzione di vino, con un passato che risale agli antichi tempi degli Enotri e dei Lucani. Una lunga storia che oggi intreccia tradizione, cultura e innovazione, esprimendo tutte le potenzialità di un terroir in grado di regalare grandi eccellenze. La Basilicata è caratterizzata infatti da una produzione limitata dal punto di vista quantitativo, ma propone spunti molto interessanti sia per quanto riguarda i vitigni locali che per la qualità dei vini prodotti. Le 3 principali zone di produzione di vini in questa regione sono l’area del Vulture, la zona di Matera e l’alta Val d’Agri.

Bermuda

Bordeaux

Situata nella parte sud-ovest della Francia, Bordeaux è una delle regioni vitivinicole più famose e prestigiose al mondo. Divenuta celebre per i suoi leggendari vini rossi prodotti dalle più importanti tenute, châteaux , caratterizzati per la maggior parte da un profilo secco, elegante e abbastanza corposo, dai profumi intensi, frutto del classico uvaggio bordolese a base di uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, è anche terra di vini bianchi di ottima qualità a base di uve Sémillon e Sauvignon Blanc, sia secchi che muffati e botritizzati, come nel caso del celebre Sauternes o del Barsac. Il clima è mite non solo per la latitudine di Bordeaux, esattamente a metà tra l'Equatore e il Polo Nord ma anche e soprattutto per la vicinanza all'oceano Atlantico e la presenza di diversi fiumi tra cui il Dordogna, il Garonna e l'estuario della Gironda. Bordeaux, che potrebbe tradursi come "vicino alle acque", prende il nome dalla omonima città portuale, fulcro del successo commerciale della regione, mentre il commercio interno fu favorito dalla presenza dei corsi d'acqua summenzionati. La folta pineta a sud, la Foret des Landes protegge Bordeaux dai venti salmastri dell'oceano Atlantico. Anche la composizione del terreno costituisce un fattore importante per la viticoltura di Bordeaux. I terreni ghiaiosi della regione assicurano un eccellente drenaggio dell'acqua, ed è proprio grazie a questa caratteristica che una delle più estese zone vitivinicole di Bordeaux è stata nominata Graves. Il primo e il più famoso sistema di classificazione adottato, in vigore ancora oggi, per riconoscere il valore dei vini di Bordeaux fu quello del 1855, riguardante unicamente i vini prodotti nel Médoc, che premiava la qualità del produttore più che la specifica zona di produzione, o terroir, con il termine Cru Classé e una categoria che assegnava un livello di qualità, da Premier Cru a Cinquième Cru. La classificazione del 1855 stabilì anche dei livelli di qualità per Sauternes e Barsac che furono divisi in Premier Cru Supérieur Classé, Premier Cru Classé e Deuxième Cru Classé. Ma sono stati sanciti altri sistemi di classificazione: per i vini delle Grave a cui vini di maggior qualità e prestigio, veniva assegnata la menzione Cru Classé; per i vini di Saint-Émilion, l'unica a essere revisionata ogni 10 anni, che considerava Premier Grand Cru Classé la prima categoria divisa ulteriormente nei gruppi A e B, di cui il gruppo A costituiva la divisione di qualità superiore. Altre zone celebri di Bordeaux, tra cui Canon-Fronsac, Entre-Duex-Mers, Fronsac e Pomerol, non sono mai state regolate da nessun sistema di classificazione. Generalmente i produttori inclusi nelle categorie dei vari sistemi di classificazione operano con criteri produttivi molto rigorosi e di qualità, con la conseguenza di un notevole aumento dei prezzi. Queste classificazioni includono solamente una minima parte dei vini prodotti a Bordeaux, tralasciando centinaia di châteaux che meritavano comunque attenzione. Per questa ragione nel 1932 fu istituita una speciale categoria per gli châteaux del Médoc esclusi dalla classificazione del 1855 e che prese il nome di Cru Bourgeois.

Borgogna

Situata nella parte est della Francia, la Borgogna è una storica regione vitivinicola che gode di un'altissima reputazione in tutto il mondo. Sebbene la produzione sia quantitativamente inferiore rispetto a quella di Bordeaux, dalla Borgogna provengono alcuni dei vini più esclusivi. All'interno della regione si possono distinguere diverse sottozone, ciascuna delle quali si differenzia per caratteristiche peculiari. Quattro di queste sono situate in una sottile striscia di terra, tra le città di Dijon e Macon, e sono, da nord a sud: la Côte d'Or che comprende la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, la Côte Chalonnaise e Maconnais. Chablis, situata in un pacchetto isolato di colline calcaree a nord-ovest produce vini bianchi così distintivi da essere considerata spesso una regione a sé stante. Più a sud si trova invece Beaujolais considerata afferente alla Borgogna, nonostante geograficamente sia inserita all'interno del Rodano-Alpi. Le varietà d'uva protagoniste degli eleganti vini della Borgogna sono il Pinot Nero e lo Chardonnay. Da varietà minori come Gamay e Aligote si producono vini dallo stile più rustico. La produzione del vino si svolge in tre maniere distinte: la prima prevede l'acquisto delle uve o del vino da parte dei negociants che lo rivendono a proprio nome, la seconda attraverso forme cooperative, la terza meno comune riguarda invece produttori con vigna e cantina di proprietà. Il vigneto della Borgogna è molto complesso e frammentato, ciò è anche dovuto alla legge napoleonica sull'equa spartizione ereditaria tra gli eredi legittimi, con la conseguente parcellizzazione dei terreni in piccoli domaine. Esistono però delle eccezioni che vanno sotto il nome di "monopole": vigne, i cosiddetti climat, o parti di esse, i cosiddetti lieux-dits, protette e delineate da muretti a secco chiamati "clos". Il clima della regione è prevalentemente continentale ma le diversità di terroir sono evidenti e danno vita a espressioni enologiche molto varie tra loro. La presenza di terreni calcarei si rivela di fondamentale importanza per la mineralità e la complessità che apporta ai vini bianchi. I migliori vigneti sono classificati in Grand Cru e Premier Cru, in ordine di status.

Burgenland

Situata al confine est dell'Austria, Burgenland è una regione rinomata per alcuni vini bianchi di altissima qualità che sta riscoprendo anche una fiorente produzione di vini rossi ottenuti da uve Blaufränkisch e Zweigelt che possono beneficiare di estati soleggiate e continentali. I vini dolci botritizzati sono una specialità della regione, in particolare quelli prodotti nel terroir che si sviluppa intorno al lago Neusiedl. La regione si estende su una piccola striscia di terra che va dal fiume Danubio alla Stiria. A ovest incontra le Alpi, a est confina con l'Ungheria con cui ne condivide la configurazione topografica tanto che Sopron potrebbe dirsi una sua estensione. Ospita al suo interno quattro denominazioni DAC: Neusiedlersee, Leithaberg, Mittelburgenland ed Eisenberg. I vini che non rispecchiano i requisiti per fregiarsi con tali denominazioni possono indicare in etichetta la denominazione più ampia Burgenland.

Calabria

La viticoltura in Calabria affonda le proprie radici in un tempo lontano, risalente alla civiltà della Magna Grecia. Furono proprio i Greci, infatti, a promuovere lo sviluppo della coltivazione della vite in questa regione ricca e varia, riconoscendo in essa un territorio fertile per la produzione di vino. La conformazione geografica della Calabria, con un notevole sviluppo della costa e un territorio sostanzialmente montuoso, ha fatto sì che la coltivazione della vite si concentrasse in 3 zone principali: quella del massiccio Pollino, le propaggini tirreniche e ioniche della Sila e l’area dell’Aspromonte.

California

La California è la più grande e la più importante regione vitivinicola degli Stati Uniti. Si estende per due terzi della costa occidentale coprendo 10 gradi di latitudine, con una topografia complessa almeno tanto quanto il suo clima che consente ai produttori della regione grande possibilità di scelta. I vini della California sono saliti alla ribalta internazionale soltanto negli ultimi decenni ma la storia vinicola della nazione inizia più di 200 anni fa. Le piante di vite europee sono state introdotte dai colonizzatori e missionari i quali coltivarono la varietà d'uva Mission, oggi non molto diffusa ma fondamentale per la viticoltura del Centro e Sud America. Nella prima metà del XX secolo l'industria enologica è stata fortemente ostacolata dalle guerre, dal proibizionismo e dalla crisi conosciuta come la Grande Depressione, ma dal 1970 i produttori diedero vita a una vivace e florida ripresa e oggi la California ospita alcune delle più grandi aziende del mondo così come piccole cantine in grado di spuntare prezzi astronomici per i loro vini di culto. Attualmente la California produce il 90% del vino americano, sia vini rossi che bianchi che spumanti. Tra le principali varietà a bacca rossa troviamo il Cabernet Sauvignon, il Pinot Nero, il Merlot, il Syrah e lo Zinfandel, mentre tra quelle a bacca bianca si annoverano lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc. I robusti portainnesti americani sono noti in tutto il mondo per la loro resistenza al temibile afide della fillossera. Vari suoli e climi scaturiscono da una pluralità di fattori quali l'altitudine, la latitudine e la prossimità alle acque fredda dell'Oceano Pacifico. In estate le fredde acque costiere contribuiscono a creare un banco di nebbia che può spostarsi anche verso l'entroterra raffreddando il territorio circostante. Le aree montuose della regione limitano l'influenza del clima marittimo. Si instaurano principalmente due aree climatiche: quella più fredda vicino alla costa, adatta per la coltivazione dei vitigni Pinot Nero e Chardonnay, e quella nell'entroterra dove il clima è più caldo e maggiormente indicato per la coltivazione di Cabernet Sauvignon e Zinfandel garantendo risultati eccellenti in entrambi i contesti.

Campania

La Campania è una regione dall’antichissima tradizione vitivinicola, uno tra i primi territori al mondo ad aver visto l’insediamento, la coltivazione, lo studio della vite e la produzione di vino. La diffusione della vite, infatti, risale all’epoca pre-romana, grazie soprattutto a un clima particolarmente favorevole e alla particolare natura del suolo. Questa regione presenta un ricco patrimonio di uve di grande qualità, che danno vita a un’ampia varietà di vini, sia bianchi che rossi, tra cui tante eccellenze, molto note e apprezzate non solo in Italia, ma anche all’estero.

Canelones

Canelones è una regione amministrativa uruguaiana, situata appena a nord della capitale Montevideo, che ospita la maggior parte dei vigneti della nazione. Situata a sud, nell'entroterra della costa atlantica, si estende verso occidente fino a raggiungere l'estuario del Rio de la Plata. L'epicentro dell'industria vinicola ruota attorno le città di Juanico e Progreso, a sud-ovest della regione. La varietà d'uva protagonista è sicuramente il Tannat, che conta un numero di piante maggiore di qualsiasi altra parte del mondo. Tra le varietà a bacca rossa sono anche diffuse il Syrah, il Cabernet Franc e il Merlot, mentre tra le varietà a bacca bianca spiccano il Pinot Blanc, lo Chenin Blanc, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay. Il territorio è pianeggiante o presente basse altitudini. Data la sua latitudine, 33-34 °S, presenta un clima mite: i picchi di caldo estivi sono ingentiliti dalle correnti fredde provenienti dall'Oceano Atlantico. I viticoltori di Canelones ritengono che le condizioni pedo-climatiche della regione somigliano in maniera significativa a quelle dei vigneti di Bordeaux.

Castiglia e León

Catalogna

Champagne

Lo Champagne è lo spumante più famoso al mondo e il nome della regione vitivinicola da cui proviene. L'eccellenza delle produzioni, il suo carattere esclusivo e l'allure che ha acquisito nel tempo ne fanno un modello assoluto per tutte le bollicine. Situata a una latitudine nord di 49°, la regione della Champagne si trova al margine settentrionale delle zone di coltivazione della vite, con temperature medie inferiori a quelle di qualsiasi altra regione vinicola francese. In questo tipo di clima, le uve non raggiungono la maturazione ottimale per una vinificazione tradizionale ma danno il meglio di sé in seguito alla seconda fermentazione in bottiglia caratteristica del metodo di spumantizzazione Champenoise, noto in Italia con il nome di Metodo Classico. Le varietà che lo compongono sono generalmente Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay ma sono ammesse in piccole quantità anche le varietà Pinot Bianco, Pinot Grigio, Petit Meslier e Arbane. La scelta dei principali vitigni da impiegare per la produzione dello champagne dipendono unicamente dalle loro capacità di adattamento in questo terroir e ai risultati importanti che riescono a garantire, tra le poche varietà in grado di ambientarsi in un clima così freddo e umido. Ognuna di esse apporta il proprio contributo in termini di qualità e caratteristiche: il Pinot Nero struttura e aromi di frutti neri, il Pinot Meunier acidità e frutto, lo Chardonnay eleganza e finezza, ma anche una perfetta cremosità. Gli champagne differiscono tra loro per colore, grado di dolcezza, varietà d'uva oppure dal fatto di essere prodotti da una singola annata, nel caso dei millesimati, o da più annate, per gli champagne sans année. Si può parlare di Champagne Blanc de Noirs se ottenuto da sole uve a bacca nera, Blanc de Blancs se solo da uve a bacca bianca. Lo Champagne Rosé deve il suo colore rosato dal blend di vino rosso e vino bianco che compongono la sua cuvée. Gli Champagne Grand Cru e Premier Cru sono quelli prodotti nei migliori e più pregiati vigneti della regione. Tuttavia, il nome della maison, produttore, è quello che determina la maggiore o minore reputazione. Il particolare terreno contribuisce anch'esso a determinare l'esclusività di queste bollicine, con una struttura gessosa a grana molto più fine dei terreni calcarei di altre regioni vitivinicole francesi e poroso. Questa particolare conformazione fa sì che i minerali siano assorbiti più facilmente dalle radici e fornisce un eccellente drenaggio. Questa permeabilità permette l'accesso alle risorse idriche molto al di sotto, favorendo un forte sviluppo delle radici e garantendo un approvvigionamento idrico continuo. Anche all'interno di questo terroir relativamente coerente e costante, ci sono variazioni di terroir e di clima che rendono le diverse aree più adatte alle esigenze delle tre principali varietà di uva. La Cote des Blancs, opportunamente denominata Cote des Blancs - e in particolare la Cote de Sezanne - è il luogo dove si trovano i migliori siti di Chardonnay, mentre la Montagne de Reims e la Vallee de la Marne sono ideali per il Pinot Noir e il Pinot Meunier.

Douro

Emilia Romagna

Il territorio dell’Emilia Romagna è diviso in due dalla via Emilia, che l’attraversa in tutta la lunghezza: da una parte l’Appennino, con i suoi morbidi rilievi particolarmente vocati alla viticoltura, dall’altra la pianura, che scende verso il Po fino alla costa adriatica. Lungo la via Emilia si trovano quattro zone produttive: i Colli di Piacenza e Parma, dove prevalgono la Bonarda e la Barbera; le terre del Lambrusco, estese dalle colline fino alle rive del Po tra Reggio Emilia e Modena; i Colli Bolognesi e la bassa valle del Reno, in cui si producono vini bianchi di tradizione; infine la Romagna, con Sangiovese, Albana e Trebbiano a dominare la scena.

Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia, nonostante la ridotta estensione territoriale, occupa un ruolo di prim’ordine nella produzione vitivinicola italiana. Questo anche grazie all’impegno di piccoli e grandi produttori che hanno saputo coniugare un’antica tradizione alle più moderne tecnologie in fatto di produzione di vino, con il costante obiettivo della qualità. Da non sottovalutare i caratteri fisici e geografici della regione, che alterna alta pianura a terre affacciate sulla laguna veneta, morbide colline a imponenti rilievi, con una grande varietà di territori che danno vita a vini di grande pregio e dalle caratteristiche peculiari.

Highland

Island

Islay

Isole Vergini

Kamptal

Piccolo e prestigioso distretto enologico situato a 55 chilometri a nord-est di Vienna che si estende intorno alla città di Langenlois. Kamptal è divisa in due dal fiume Kamp che scorre verso sud prima di sfociare nel Danubio. Vigneti terrazzati ripidi e ben esposti al sole si affacciano sul fiume, risentendo dell'influenza climatica calda della pianura pannonica a est e di quella fresca delle foreste del Waldviertel a ovest. La notevole escursione termica tra il giorno e la notte consente alle uve di maturare durante il giorno e di conservare una buona acidità durante la notte. Kamptal produce alcuni dei migliori vini bianchi al mondo. Tra questi si distingue il Riesling dal caratteristico sentore di selce, il quale nasce da suoli con un sottile strato di terra che costringe le piante a scavare in profondità nel terreno per ottenere sostanze nutritive e stabilità, producendo piante più forti dalle rese più basse con risvolti assolutamente positiva sulla qualità delle uve. Troviamo poi il ricco e speziato Grüner Veltliner che predilige terreni più profondi, per lo più argillosi e con buona presenza di loess, che contribuiscono a conferire maggiore concentrazione ai vini. Le zone più rinomate includono Heiligenstein, Gaisberg, Steinmassl e Lamm, tra i 18 siti classificati Erste Lage, grand cru. Kamptal ospita anche alcuni rossi di alta qualità prodotti da uve Zweigelt.

Kentucky

Languedoc-Roussillon

Lazio

La viticoltura in Lazio si riscontra principalmente nelle zone collinari, con riferimento a due principali aree di produzione: i Castelli Romani, costituiti dai rilievi che si innalzano a sud-est di Roma, e il Viterbese, anche conosciuto con l’antico termine di Tucsia. Caratteristica comune delle due zone è il terreno fortemente vulcanico. Gran parte della produzione della regione è rappresentata da vini bianchi, generalmente fermi e caratterizzati da una buona carnosità e sentori piacevolmente fruttati. Vini immediati e schietti, che si abbinano perfettamente con la tradizione gastronomica locale.

Liguria

La Liguria è una delle regioni vitivinicole più piccole d’Italia. La sua conformazione, stretta tra Alpi, Appennini e il mare, rende la viticoltura estremamente difficile; al tempo stesso, il clima mite che caratterizza la zona collinare dell’immediato entroterra rappresenta una condizione estremamente favorevole per la coltivazione della vite. Per questo, la Liguria vanta una buona tradizione in campo enologico, influenzata positivamente anche dalla presenza del mare che, oltre a donare un carattere particolare ai vini, ne ha da sempre favorito la commercializzazione e diffusione.

Loira

La Valle della Loira è una regione chiave per l'enologia francese. Sviluppata intorno al corso del fiume Loira, si estende dalle colline di Auvergne fino alle pianure costiere vicino Nantes. Importante sia in termini quantitativi che di qualità, fa della diversità il suo punto di forza assoluto: nella Valle della Loira sono prodotti sia leggeri e vibranti Muscadet che versioni frizzanti di Vouvray, passando per i dolci e mielati Bonnezeaux per chiudere con i vini bianchi che hanno reso celebre questa regione vitivinicola, quelli di Sancerre e Pouilly-Fumé. Le varietà a bacca bianca sono decisamente più diffuse, con una buona presenza di Sauvignon Blanc, Chardonnay, Chenin e Melon de Bourgogne. Tuttavia, di recente sta prendendo piede anche la produzione di vini rossi come il leggero e fruttato Gamay o lo speziato e tannico Bourgueil. Un ruolo importante è giocato dal vitigno Cabernet Franc che rientra nella composizione tra gli altri dei vini Chinon Rouge e Saumur. Il clima varia da continentale, a nord della Loira, a marittimo man mano che ci si avvicina alla costa Atlantica, mentre i suoli variano dal granito duro della Côtes du Forez, al tufo morbido e friabile di Anjou, passando per terreni caratterizzati da selce e pietra calcarea intorno a Sancerre e Pouilly sur Loire. Una tale diversità ha reso necessario suddividere la Valle della Loira in aree più piccole. Le principali sono Pays Nantais nota per i vini Muscadet, Anjou per i suoi Chenin Blanc, Tourraine per i suoi rossi a base di uve Cabernet Franc, ma soprattutto la Upper Loire casa dei vini Sancerre e Pouilly-Fumé realizzati a partire da uve Sauvignon Blanc.

Lombardia

Produzione limitata in termini di quantità, ma una grande varietà di territori e di vini. Ecco ciò che caratterizza la realtà vitivinicola della Lombardia, che presenta produzioni molto diverse tra loro grazie a una notevole eterogeneità degli ambienti, dalle montagne alle colline, dalla pianura fino ai laghi. Dai grandi rossi della Valtellina alle bollicine della Franciacorta e dell’Oltrepò, la Lombardia ospita denominazioni di fama nazionale e piccole denominazioni meno conosciute. In questa regione convivono vitigni nazionali e internazionali, dando vita a prodotti enologici più o meno legati al territorio, ma sempre accomunati da una grande qualità.

Maldonado

Regione emergente collocata a sud dell'Uruguay, Maldonado rappresenta una promessa per il futuro enologico della nazione. Posizionata alle stesse latitudini di altri grandi paesi produttori di vino, come l'Argentina, il Cile, l'Australia e il Sudafrica, si caratterizza per un clima caldo marittimo mitigato dalla fresche brezze provenienti dall'Oceano Atlantico, ma anche per altitudini più elevate e una maggiore varietà geografica rispetto al resto della nazione. I suoli sono poveri e garantiscono un buon drenaggio, composti da un insieme di granito, roccia e sabbia. I vigneti, situati nelle colline dell'entroterra, ospitano sia varietà a bacca rossa, tra cui le principali sono Tannat, Merlot, Cabernet e Malbec, sia varietà a bacca bianca, come Sauvignon Blanc, Chardonnay, Sémillon, Riesling e Albariño.

Marche

La viticoltura nelle Marche si avvia con l’arrivo dei Greci siracusani e si afferma con i romani, grazie ai quali la fama del vino Piceno si diffonde in tutto l’impero. Da sempre terra di eccellenze, questa regione si colloca tra le aree italiane a più alta vocazione vitivinicola, che si esprime attraverso una pluralità di espressioni vinicole. L’influenza del mare Adriatico su cui le Marche si affacciano e le barriere naturali create dai monti, creano in questo territorio dei microclimi rari e particolari che danno vita a vini tipici, dagli aromi inconfondibili, la cui produzione è affidata per lo più a piccole cantine, dove fare vino è una tradizione tramandata di generazione in generazione.

Marlborough

Martinica

McLaren Vale

Mendoza

Mendoza è di gran lunga la regione vinicola più estesa dell'Argentina, situata a ovest su un altopiano ad alta quota ai margini delle Ande. I vigneti sono concentrati principalmente nella parte settentrionale della regione e coprono il 70% della produzione enologica argentina. Il vitigno Malbec, importato dall'agronomo francese Miguel Aimé Pouget, ha trovato piena cittadinanza in questa parte di Nuovo Mondo, tanto che i vini rossi ottenuti da questa varietà d'uva, molto concentrati e intensi, sono diventati famosi in tutto il mondo: Luján de Cuyo, la Valle del Maipu e la Valle dell'Uco ospitano alcuni dei più grandi nomi del vino argentino. La storia enologica della regione risale all'epoca coloniale, con le primi viti piantate dai sacerdoti dell'ordine dei Gesuiti a metà del XVI secolo. La produzione anticamente destinata a un uso interno, ha conosciuto una florida espansione nel 1885 con la costruzione di una linea ferroviaria che collegava Mendoza alla capitale Buenos Aires, favorendo il trasporto e la commercializzazione del vino al di fuori della regione. I vigneti ubicati ad altitudini importanti, generalmente compresi tra gli 800 e 1.200 metri sul livello del mare, possono beneficiare di un clima più moderato di quello molto caldo e secco che è possibile riscontrare a bassa quota. Inoltre, la notevole escursione tra il giorno e la notte, dovuta all'intervento dei freddi venti occidentali, determina un rallentamento nella maturazione che apporta sapori più ricchi e maturi nelle uve. I periodi vendemmiali sempre caldi e asciutti consentono ai viticoltori di scegliere il momento più opportuno per la raccolta basandosi unicamente sullo stadio di maturazione raggiunto e di decidere con maggiore libertà gli stili produttivi che intendono adottare per i propri vini. Il suolo asciutto e poco fertile si rivela perfetto per la coltivazione della vite, costretta a sviluppare radici molto profonde per raggiungere l'acqua e il nutrimento di cui hanno bisogno, producendo bacche piccole e concentrate che daranno vita a vini strutturati, minerali e dai tannini decisi. Oltre al Malbec, a Mendoza c'è spazio anche per la coltivazione di uve Cabernet Sauvignon, Syrah, Chardonnay, Torrontés e Sauvignon Blanc, ma è da poco cominciato anche il cammino della regione come produttrice di spumanti di qualità. La bellezza naturale del territorio la rende una gettonata meta enoturistica.

Molise

Il Molise è una piccola regione dalla morfologia territoriale assolutamente unica. La viticoltura, praticata sia in collina che in zone montuose, ha origini antiche che si fanno risalire ai Sanniti, anche se furono i Romani ad estentere, in tempi successivi, la coltivazione della vite su territori più vasti. Paesaggi incontaminati, grandi potenzialità e una tradizione tramandata di padre in figlio: sono questi tre punti di forza della produzione enologica molisana, che è riuscita nel tempo a trovare il suo giusto spazio nel panorama vitivinicolo nazionale, riuscendo ad esprimere appieno la propria identità e tipicità.

Mosella

Palatinato

Patagonia

La Patagonia è la regione vinicola più meridionale del Sud America: una zona remota e desertica che, contrariamente a ogni aspettativa si è dimostrata, anche grazie al suo clima fresco e secco, particolarmente adatta alla produzione di eleganti vini rossi da uve Pinot Nero e Malbec. Si tratta di un'area molto vasta, grande due volte la California, che si estende per 300 chilometri lungo i fiumi Rio Negro, Neuquén, Anelo e Choele. L'alternanza di giornate calde e notti fredde rallentano la maturazione e la prolungano, portando allo sviluppo del ricco patrimonio varietale delle uve. La reputazione della Patagonia si deve alla sua sottoregione Rio Negro e all'emergente Neuquén, da cui si originano vini dallo stile più europeo. Se è vero che il Malbec ricopre un ruolo centrale nella produzione enologica della Patagonia, il primato assoluto spetta al Pinot Nero.

Piemonte

Terra di tradizione enologica fin dall’antichità, il Piemonte produce grandi vini sulle sue colline e sulle fasce alpine e prealpine. In questi luoghi, che si differenziano grazie alle diverse caratteristiche geografiche e climatiche che li caratterizzano, è preponderante il lavoro manuale dell’uomo e si perseguono basse rese per ettaro, per esaltare la qualità dei vini che qui prendono vita. Dai raffinati e sontuosi rossi ai rotondi e profumati bianchi, fino agli invitanti e piacevoli vini da dessert, il variegato patrimonio vitivinicolo di questa regione ne fa un’area di straordinarie eccellenze, apprezzate sia a livello nazionale che internazionale.

Provenza

La Provenza occupa l'angolo sud-est della Francia ed è una regione vitivinicola nota soprattutto per la qualità dei suoi vini rosati. Si caratterizza per un clima mite decisamente mediterraneo che contribuisce a creare in questa zona le condizioni ideali per la viticoltura. Con il passare degli anni e la modernizzazione riscontrata in campo enologico le popolari uve Greanche, Syrah e Cabernet Sauvignon hanno preso il posto delle tradizionali Carignan, Barbaroux e Calitor. Tuttavia, negli ultimi anni, stanno riscuotendo successi anche le uve autoctone di Mourvèdre, Tibouron e Rolle, corrispondente al Vermentino. Il territorio piuttosto vasto comprende poche denominazioni in proporzione: la più grande è la Côtes de Provence ma sono degne di nota anche la Côteaux d'Aix-en-Provence, Ventoux e Luberon. In Provenza si possono trovare anche i vini rossi intensamente profumati di Bandol o i bianchi corposi di Cassis, tuttavia il suo nome rimane indissolubilmente legato ai suoi vini rosati di fama internazionale.

Puente Alto

Puente Alto si colloca all'interno della Valle del Maipo, a sud di Santiago. Il Cabernet Sauvignon è la varietà predominante della regione e i vini da essa prodotti sono tenuti in alta considerazione, ma si producono anche vini a base di uve Syrah, Carménère e Chardonnay. Primo terroir cileno riconosciuto, attraversato dal fiume Maipo nel suo tragitto che va dalle Ande all'oceano Pacifico, è situato a un'altitudine di circa 700 metri sul livello del mare. Ciò contribuisce, insieme alla presenza di un ponte che attraversa il fiume Maipo ad attribuire il nome di "ponte alto". Il terroir è fortemente influenzato dalle Ande, infatti il suolo della regione, considerato il punto di forza di Puente Alto, è costituito da rocce andine erose dal fiume. Di natura alluvionale, limita la vigoria della vite che produce acini piccoli e concentrati da cui si originano vini molto strutturati e minerali, di buona presenza tannica. Inoltre, le Ande influenzano anche il clima della regione: i vigneti sono protetti dagli intensi raggi solari al mattino mentre le notti sono molto fresche grazie all'intervento dei venti alpini. L'altitudine esaspera questa escursione termica rallentando la maturazione degli acini durante la notte che porta a un generale equilibrio di sapore e freschezza nei vini di Puente Alto. La vite fu coltivata in questa regione nel 1800 con l'impianto del pionieristico vigneto Cousiño Macul, ma deve la sua notorietà a nomi del calibro di Almaviva e Don Melchor ma soprattutto di Viñedo Chadwick che, grazie a un confronto di questo vino con grandi nomi del vino francese tra cui Château Lafite, Château Latour e Château Margaux, sancirono una volta per tutte il suo valore e prestigio.

Puglia

Territorio florido e fertile, dedito alla viticoltura già ai tempi della civiltà greca, la Puglia gode di una lunga tradizione enologica grazie alle condizioni climatiche favorevoli alla coltivazione della vite. Le tre principali aree vitivinicole della regione sono la provincia di Foggia, la Terra di Bari e il Salento. La produzione pugliese, in termini di quantità, è da sempre tra le principali d’Italia e, negli ultimi anni, viene posta una sempre maggiore attenzione alla qualità. Per questo, e grazie al suo enorme potenziale vitivinicolo, i vini pugliesi guadagnato fama a livello non solo nazionale, ma anche internazionale.

Rheingau

Rioja

Salta

Situata nella parte più a nord dell'Argentina, la regione di Salta comprende vigneti estremi sia per latitudine, prossima a quella dell'Equatore, sia per altitudine, raggiungendo anche i 3000 metri sopra il livello del mare. Le alte temperature tipiche di queste coordinate geografiche incontrano quelle più fredde dovute alla notevole altezza generando un clima ideale per una viticoltura di qualità. I rilievi montuosi ostacolano il passaggio di nuvole ricche di pioggia determinando cieli tersi e basse precipitazioni, ma forniscono anche l'irrigazione necessaria attraverso l'acqua di scioglimento proveniente dalle cime innevate. Malbec, Cabernet Sauvignon, Merlot e Tannat sono le varietà a bacca rossa più importanti della regione, mentre Chardonnay e Torrontés spiccano tra le varietà a bacca bianca. Le principali aree vinicole di Salta sono Cafayate e i vigneti di Molinos. Cafayate, in particolare, si sta rapidamente guadagnando una reputazione internazionale per l'alta qualità dei vini che vi si producono, così come per le peculiarità del suo terroir.

San Juan

San Juan è la seconda regione più produttiva dell'Argentina dopo Mendoza. Il suo territorio è interamente compreso tra le colline che precedono la catena montuosa delle Ande. È una regione semi-desertica, dal clima continentale e molto secco, in cui la viticoltura può realizzarsi solo per la presenza dei fiumi San Juan e Jachal e di efficienti sistemi di irrigazione, ma anche dall'altitudine mediamente elevata a cui sono collocati i vigneti che mitiga le temperature locali. Qui i vitigni di origine europea, come Bonarda, Syrah, Cabernet, Malbec e Merlot per i vini rossi e Chardonnay, Sauvignon Blanc, Torrontés e Viognier per i bianchi, hanno trovato un luogo fiorente per la loro crescita vegetativa. All'interno di San Juan si possono distinguere tre sottoregioni, una più interessante dell'altra. La Valle di Pedernal, nota per la produzione di vini di alta qualità, prende il nome dal termine spagnolo usato per indicare le selci di cui sono ricchi i suoi terreni, i quali limitano la resa e la crescita delle piante portando alla produzione di vini con aromi e tannini più concentrati. La Valle di Tullum invece è riconosciuta per la produzione di Syrah densi e pepati ricchi di carattere e per i suoi bianchi di qualità. Infine, la Valle di Zonda ha come elemento caratterizzante il forte vento di foehn omonimo Zonda che contribuisce sia positivamente che negativamente alla viticoltura: esso protegge infatti dal rischio di malattie ma al contempo ostacola la crescita delle piante più giovani. I terreni porosi e rocciosi di questo territorio richiedono alle viti lo sviluppo di radici profonde per poter raggiungere l'acqua necessaria al loro sviluppo, con l'effetto di produrre acini con una buona concentrazione di zuccheri e tannini i quali si tradurranno in vini complessi e strutturati.

Santorini

Sardegna

La Sardegna e la viticoltura, una tradizione millenaria che affonda le proprie radici ai lontani tempi dei Nuragici e che si ritrova nelle tante eccellenze prodotte in questo territorio. Il clima, il suolo e i vitigni di questa regione danno infatti vita a vini di grande qualità, alcuni robusti e vigorosi, altri eleganti e raffinati, a seconda dell’ambiente in cui sono prodotti. I vigneti sono parte integrante del paesaggio sardo, dalle fertili pianure vicino al mare fino alle colline e alle zone più interne, dove l’attività vitivinicola è ancora legata ad antiche tradizioni. E’ proprio per questo motivo che i vini della Sardegna sono sempre piena espressione della terra in cui vengono prodotti.

Sicilia

Per le condizioni climatiche, le temperature miti, le terre collinari, la leggera brezza marina e il sole, la Sicilia presenta un ambiente perfetto per la coltivazione della vite e la produzione di vino. Il vigneto siciliano è suddiviso in tre grandi distretti: quello occidentale del Trapanese con i celebri vini di Marsala, quello nord-orientale con i vini dell’Etna e quello meridionale con i prodotti del Ragusano. Con i suoi vini, questa regione testimonia una secolare vocazione alla viticoltura, che affonda le proprie radici già ai tempi dei Greci. La produzione enologica siciliana sta vivendo oggi una svolta importante: la valorizzazione delle potenzialità ancora non del tutto espresse dell’isola.

Skye

Speyside

Sud-ovest della Francia

Szekszard

Szekszard è una regione vitivinicola situata a sud dell'Ungheria non molto conosciuta sulla scena del vino internazionale ma che produce vini rossi piacevoli e fragranti, relativamente ben strutturati da uve Kekfrankos, Kadarka e le varietà tipiche bordolesi: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot; il blend alla base del classico Bikaver, vino reso famoso dalla regione di Eger. Si trova al confine ovest dell'Alföld - la grande pianura ungherese che occupa la maggior parte della più ampia Pianura Pannonica, a circa 160 km dalla costa. Il clima è soleggiato, caldo, secco e continentale: pomeriggi estivi afosi sono seguiti da notti fredde, con considerevoli sbalzi di temperatura. La Pianura Pannonica è circondata da vaste catene montuose, le Alpi a ovest, le Alpi Dinariche a sud e i Carpazi a nord e a est, che la proteggono da influenze climatiche provenienti dal Mar Mediterraneo o dal Mar Nero. Oltre a produrre vini rossi Szekszard è anche terra di vini bianchi, realizzati principalmente a partire da uve Riesling Italico o Weslchriesling e Chardonnay che si distinguono per una bassa acidità e un carattere delicato, speziato e legnoso dovuto al tempo trascorso in botti di rovere ungherese. Vengono prodotti occasionalmente, nei mesoclimi più freddi, vini leggeri a base di Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Tennessee

Tokaj

Tokaj, precedentemente nota con il nome di Tokaj-Hegyalja, è una regione vitivinicola dell'Ungheria che si è conquistata un'alta reputazione internazionale grazie alla fama dei suoi vini dolci simili a nettari, un prodotto talmente stimato da essere citato anche all'interno dell'inno nazionale ungherese. Situata a nord-est vicino al confine con la Slovacchia, copre un'estensione di circa 40 km. I suoi principali centri di produzione sono le città di Mad, Tarcal e Tokaj, da cui la regione prende il nome. Il clima è relativamente caldo, protetto dalla catena montuosa a profilo crescente dei Carpazi. I suoli sono molto vari, con argille vulcaniche nelle parti più alte dei pendii collinari e strati di loess e altri suoli di origine sedimentaria a ricoprire il basamento. Vicino alle rive del fiume Bodrog prevalgono i suoli sabbiosi, specialmente intorno alla città di Tokaj. Le varietà d'uva con cui si producono i vini Tokaji sono Furmint, Harslevelu, e Muscat Blanc (Sárga Muskotály in ungherese). Furmint, che domina il blend, ha una acidità naturalmente elevata e alti livelli di zucchero che garantiscono un potenziale di invecchiamento fenomenale, oltre a un profilo aromatico gradevolmente speziato diverso da ogni altro vino passito dolce. Il Tokaji è ottenuto per mezzo di uve botritizzate (aszú), ossia coperte dalla muffa nobile Botrytis cinerea che disidrata gli acini, concentrando gli zuccheri e lasciando un caratteristico aroma di caprifoglio. La dolcezza dei vini Tokaji botritizzati viene espressa in puttonyos. Un puttonyo è un grande cesto utilizzato per la raccolta delle uve: il numero di puttonyos aggiunti a una botte da 136 litri di vino base costituisce una misura tradizionale della dolcezza del vino. Oggigiorno tale dolcezza viene espressa in grammi di zucchero per litro, con 3 puttonyos corrispondenti a 25 grammi su litro, il contenuto di zucchero più basso, fino all'Eszencia, con 800 grammi su litro, il quale è talmento dolce e così poco alcolico da non essere considerato nemmeno un vino. Tokaji produce anche vini non botritizzati i quali stanno pian piano ottenendo maggior popolarità. Da quando l'Ungheria ha imposto norme stringenti sulla produzione dei vini Tokaj, ci sono state diverse dispute legali concernenti l'utilizzo del nome in quando Tokay è il nome utilizzato da sempre come sinonimo di Pinot Grigio, in Alsazia, e in Friuli viene anteposto tradizionalmente il prefisso Tocai alla varietà Friulano.

Toscana

La Toscana rappresenta una delle più importanti regioni vitivinicole del mondo ed è una delle zone più rappresentative per la produzione di vino in Italia. Le coltivazioni sono distribuite principalmente su territori collinari, particolarmente vocati alla viticoltura sia per motivi climatici che geologici, e in minor parte in pianura. Le più grandi aree di produzione del vino in Toscana sono il Chianti, la Maremma e la provincia di Siena, affiancate da tante altre piccole aree ad alta vocazione vinicola. La costante tendenza alla specializzazione testimonia l’importanza della viticoltura in Toscana, che si trova ai primi posti in Italia per la produzione di vini DOC.

Trentino

Il Trentino è una regione in cui climi e terreni differenti concorrono a far nascere vini eccezionali. Dal lago di Garda alle terrazze della Valle di Cembra, i vitivinicoltori trentini producono vini unici con grande cura.Tre sono i vitigni autoctoni: Nosiola da cui si ricava anche un ottimo vin santo, il Marzemino della Vallagarina e il Teroldego della Piana Rotaliana. Ma in Trentino si esaltano anche vitigni internazionali come il Müller-Thurgau da cui si ottengono pregevoli vini bianchi, Chardonnay e Pinot Nero con cui si realizzano grandi vini spumanti Trento Doc.

Umbria

L’Umbria, piccola regione da sempre identificata come il cuore verde d’Italia, è caratterizzata da una produzione vitivinicola limitata dal punto di vista quantitativo, ma di qualità eccellente. Qui sono ancora vive le antiche tradizioni contadine, che danno vita a vini dal forte legame con la secolare tradizione e il territorio. Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano come già gli Etruschi e gli Umbri fossero impegnati nella viticoltura, ancor prima dell’arrivo dei Romani. Questa lunga storia enologica è strettamente legata alle caratteristiche climatiche e geografiche della regione, che con i suoi colli rappresenta un territorio ideale per la coltivazione della vite.

Valle Central

La Valle Central è una delle più importanti regioni produttive cilene in termini di volume, la quale si estende tra la Valle del Maipo e quella del Maule coprendo una distanza di circa 400 chilometri. Al suo interno comprende una notevole varietà di climi e terroir così come di stili produttivi, dai vini in stile bordolese tipici del Maipo a quelli più tradizionali caratteristici del Maule. Ma a riscuotere successo negli ultimi anni sono i vini ottenuti da climi più freschi, come quelli realizzati da vigneti situati sulle Prealpi andine e le valli fluviali temperate dalla vicinanza con l'oceano Pacifico. I vitigni più diffusi sono quelli di provenienza internazionale, su tutti Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Viene tenuta in debita considerazione anche il Carmenère e non è raro che i viticoltori sperimentino con varietà come il Viognier, il Riesling e persino il Gewurztraminer.

Valle d'Aosta

Valle de Casablanca

Ubicata a 100 chilometri a nord-ovest rispetto alla capitale di Santiago, la Valle de Casablanca è conosciuta principalmente per i suoi vini bianchi freschi prodotti a partire da uve Sauvignon Blanc e Chardonnay, ma viene coltivato con buoni risultati anche il Pinot Nero che ben si adatta ai climi più freschi della zona costiera. Distando soli 30 chilometri dall'oceano Pacifico risente fortemente della corrente fredda di Humboldt che dall'Antartico risale la costa occidentale del Cile. La latitudine così prossima a quella dell'Equatore renderebbe impossibile la viticoltura ma l'influenza oceanica che porta nebbia fresca al mattino, fresche brezze pomeridiane e una buona copertura nuvolosa riescono a controbilanciare questa condizione così estrema dando vita a un luogo esclusivo di coltivazione. Il periodo di maturazione più lungo permette alle uve bianche di sviluppare maggiore complessità gustativa mantenendo un buon equilibrio tra le concentrazione di zuccheri e acidi. Da qualche anno a questa parte si stanno fiorendo anche le varietà a bacca bianca aromatiche come Gewürztraminer e Riesling che dimostrano come il Cile non sia una zona vitivinicola a totale appannaggio dei vini rossi.

Valle de Colchagua

La Valle de Colchagua è una delle zone del Sud America più promettenti, molto più recente rispetto alla famosa Valle del Maipo, da cui provengono alcuni tra i vini più prestigiosi della nazione. Caratterizzata da condizioni climatiche molto vantaggiose ha attirato l'interesse niente meno che dei Rothschild di Bordeaux che hanno deciso di fondare qui la loro cantina Los Vascos. Situata in prossimità della linea dell'Equatore è una zona molto calda e secca, mitigata dalle brezze dell'Oceano Pacifico e da sporadiche piogge rinfrescanti, creando condizioni ideali per la coltivazione della vite. La grande attenzione rivolta negli ultimi anni all'enoturismo ha portato questa regione a dotarsi di strutture pensate appositamente per creare attrattiva nei turisti, divenendo per certi versi assimilabile alla Napa Valley californiana.

Valle de Leyda

La Valle de Leyda è una piccola sotto-regione della più ampia Valle di San Antonio, situata a 90 chilometri a ovest della capitale di Santiago. Il suo clima fresco dovuto all'effetto della corrente antartica di Humboldt contribuisce a generare vini freschi e vibranti i quali sono prodotti principalmente con uve Pinot Nero e Chardonnay. Non mancano esempi eccellenti di vini a base di uve Syrah e Sauvignon Blanc. La regione si estende lungo una serie di dolci colline sul lato marino della catena costiera che protegge gran parte della zona centrale del Cile dalle influenze oceaniche. La vicinanza alla costa permette ai vigneti di beneficiare di fredde brezze e la nebbia mattutina che contribuiscono a mitigare le alte temperature nel complesso, pertanto si caratterizza per un clima tendenzialmente freddo nonostante la sua bassa latitudine. Il sole caldo comunque presente consente una maturazione completa ai grappoli che sviluppano complessità pur conservando una buona acidità. I suoli prevalentemente argillosi si distribuiscono su una base di granito con drenaggio moderato. Questi terreni poco fertili danno vita a uve di alta qualità in quanto le viti sono costrette a lottare per la propria sopravvivenza scavando nel terreno alla ricerca di nutrienti e producono così acini piccoli e concentrati che definiscono un gusto strutturato e complesso nel vino finale.

Valle del Limarì

La Valle del Limari è una delle regioni più a nord del Cile. La sua bassa latitudine non sarebbe compatibile con la viticoltura ma il suo clima complessivamente secco e caldo viene bilanciato dall'influsso del fiume Limarí che si è aperto un passaggio nelle colline costiere e dalla nebbia mattutina nota con il nome di Camanchaca che rinfresca e umidifica i vigneti. Quando il sole raggiunge la sua posizione più alta, al di sopra delle Ande, si ristabilisce un clima caldo e secco, quasi desertico, che caratterizza la parte del Cile più vicina all'Equatore. Un effetto climatico simile è riscontrabile anche nelle regioni vinicole costiere della California, tra cui la più famosa è senz'altro la Napa Valley. Le precipitazioni sono rade e l'irrigazione viene apportata con sistemi a goccia. Rari suoli di natura calcarea si trovano in questa regione, ex fondali marini sollevati dall'attività tettonica delle faglie andine. Lo Chardonnay è il vitigno protagonista della Valle del Limari da cui si ottengono vini contraddistinti da una certa mineralità, grazie al clima relativamente freddo e al suolo di natura calcarea su cui cresce. In questa regione ha anche successo il Syrah, da cui si ottengono vini più sapidi nei vigneti freschi delle zone costiere o vini più pieni e fruttati nelle zone più calde dell'entroterra. Non mancano tuttavia produzioni a partire dalle varietà più diffuse in Cile, ovvero Cabernet Sauvignon, Merlot e Carmenère.

Valle del Maipo

La Valle del Maipo è una delle regioni vitivinicole più importanti del Cile. Situata appena a sud della capitale Santiago, viene descritta spesso come la "Bordeaux del Sud America" per i suoi celebri vini Cabernet Sauvignon ricchi e fruttati nati in seguito ai viaggi degli imprenditori minerari cileni del 1800 in Francia. La Catena Costiera isola la Valle del Maipo dalla costa Pacifica mentre i rilievi andini la separano dalla celebre regione argentina di Mendoza. La regione si può suddividere in tre aree: l'Alto Maipo, il Central Maipo e il Maipo Bajo. I vigneti dell'Alto Maipo corrono lungo il confine est con le Ande dove raggiungono i 400-760 metri di altezza sopra il livello del mare. A queste altitudini si riscontrano notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte: il sole caldo diurno viene seguito da notti più fredde che rallentano la maturazione delle uve, determinando un maggior equilibrio tra la componente zuccherina e quella acida dei frutti. I suoli di origine colluviale, ossia ricavati dalla caduta per gravità delle rocce andine, si rivelano difficili per la viticoltura e ciò porta le piante della vite a produrre bacche più piccole di elevata concentrazione. L'Alto Maipo, che comprende le sotto-regioni di Puente Alto e di Pirque, è senza dubbio la zona più prestigiosa. Central Maipo è caratterizzata da un clima leggermente più caldo e terreni più argillosi e fertili che portano alla luce dei vini Cabernet Sauvignon e Carmenère meno raffinati. Maipo Bajo ospita più cantine che vigneti, le quali producono vino dalle uve provenienti da tutta la nazione; la viticoltura locale si sviluppa unicamente attorno al fiume grazie all'influsso mitigante delle brezze fredde. Dal 1980 si è assistito a un graduale avanzamento tecnologico, con l'introduzione dell'irrigazione a goccia ma anche delle vasche di acciaio inox e delle botti di rovere, che porta a ottenere vinificazioni controllate e vini di maggior qualità.

Valle del Rapel

La Valle del Rapel è una grande regione produttiva cilena che garantisce circa un quarto di tutto il vino della nazione. Dà vita a un'ampia gamma di stili di vino, che vanno dai vini da tutti i giorni a eccellenze di assoluto prestigio. La viticoltura si basa principalmente sulla coltivazione di varietà a bacca rossa, tra cui Cabernet Sauvignon, Syrah e Carmenère, oltre che al Malbec diventato famoso nella adiacente Mendoza, ma sono presenti anche alcune produzioni di Chardonnay e Sauvignon Blanc. Circondata su entrambi i lati da catene montuose - le Ande a est e la Catena Costiera a ovest - la Valle del Rapel è in gran parte protetta dalle correnti fredde dell'oceano Pacifico. Deve il suo nome all'omonimo fiume Rapel, nato dalla confluenza dei fiumi Tinguiririca e Cachapoal, i quali tracciano i confini di due sotto-regioni molto diverse tra loro: la Valle di Cachapoal a nord e la Valle di Colchagua a sud. Nella Valle di Cachapoal i migliori vigneti si trovano sul lato est, a cui le Ande forniscono una protezione benefica per la viticoltura. Nella Valle di Colchagua invece, i vigneti migliori si estendono nella parte ovest, in cui le influenze fredde dell'oceano contribuiscono alla nascita di vini più eleganti ed equilibrati. Mentre la Valle di Cachapoal è più nota localmente, la Valle di Colchagua si è fatta conoscere a livello internazionale. La Valle del Rapel non copre un'area amministrativa specifica ma fa parte della più ampia regione di O'Higgins che prende il nome da uno dei più famosi leader della Guerra di Indipendenza dalla Spagna nel XIX secolo.

Valle del Rodano

Situata nella parte sud-est della Francia, la Valle del Rodano è una delle zone vitivinicole più significative, la cui estensione segue il corso del Rodano, da Lione fino al delta del fiume che sfocia nel Mediterraneo. Il territorio è molto vasto ed è contraddistinto da una notevole varietà di suoli e mesoclimi. Si distinguono in maniera netta la zona a nord e quella a sud della valle, data l'assenza di vigneti tra di esse per circa 40 chilometri. La parte nord è più piccola ma più improntata alla qualità, caratterizzata principalmente dalla presenza di colline granitiche e un clima complessivamente continentale. Da essa scaturiscono grandi vini bianchi a base di uve Viognier, Marsanne e Roussanne, ma soprattutto grandi vini rossi a base di uve Syrah. Comprende zone ad alta reputazione come Hermitage e Côte-Rôtie. La parte sud della valle invece è più prolifica e meno prestigiosa ma racchiude al suo interno la famosa appellation Châteauneuf-du-pape.

Veneto

Il Veneto è una terra di antiche tradizioni vitivinicole, che vanta oggi in Italia il primato per la produzione di vini DOC. La produzione vinicola della regione si qualifica non solo attraverso il più vasto e variegato panorama di vigneti e vini, dai bianchi ai rossi, dagli spumanti ai passiti, ma anche grazie a una forte vocazione alla qualità. Gran parte del Veneto, per caratteristiche climatiche e morfologiche, è zona di coltivazione di ottime uve; le zone di coltivazione delle uve sono situate sia nella zona pianeggiante, molto ricca di corsi d’acqua, che sulle fasce collinari, che presentano un clima mite e terreni fertili.

Wachau

Piccolo ma importante distretto vinicolo del nord dell'Austria, il Wachau è una delle regioni più famose e rinomate al mondo, conosciuta per i suoi generosi Riesling affinati in acciaio e i Grüner Veltliner di buon corpo dal caratteristico aroma di pepe. Wachau si estende lungo il fiume Danubio sino alla città di Krems-an-der-Donau che costituisce anche il centro da cui sviluppa il commercio. La maggior parte dei vigneti sono terrazzati, situati su ripidi pendii che si affacciano sul fiume, in una posizione favorevolmente esposta ai raggi del sole. Il clima si suddivide in due zone: una più fredda dovuta alla presenza delle Alpi Orientali, a ovest, e una più calda in prossimità della pianura pannonica. Nel complesso il clima è di tipo continentale, con estati calde e inverni freddi, anche se lungo le rive del Danubio il clima è più mite. Il suolo si contraddistingue per una buona presenza di sabbia, ghiaia e loess, a cui si aggiunge a volte uno speciale tipo di gneiss chiamato gföhler che conferisce una certa mineralità ai vini della regione.

Wairarapa

Washington

Lo stato di Washington è situato nel nord-ovest Pacifico e confina a sud con l'Oregon. Nonostante la sua recente storia vinicola, è il secondo stato più produttivo degli Stati Uniti, dopo la California. Quasi tutto il vino prodotto proviene dalla parte più a est, caratterizzata da un clima caldo desertico ma è presente qualche coltivazione anche nella parte ovest, più fredda e umida. Tra le varietà a bacca rossa predominanti troviamo il Merlot, il Cabernet Sauvignon e Syrah, mentre tra quelle a bacca bianca primeggiano in senso assoluto lo Chardonnay e il Riesling. Tuttavia la regione produce vino di qualità a partire da 70 diversi vitigni. La Catena montuosa delle Cascate definisce la geografia della regione agendo da barriera alle precipitazioni. Senza l'acqua di irrigazione ricavata dai corsi d'acqua locali, Columbia, Walla Walla, Yakima e Snake la viticoltura non sarebbe possibile. I fiumi inoltre mitigano temperature estive e invernali. I suoli di origine alluvionale sono composti da ghiaia e sabbia che costituiscono terreni adatti alla viticoltura ma anche una protezione contro l'afide della fillossera: per questo motivo gran parte delle viti della regione sono a piede franco. La latitudine di Washington, 46°N, con giorni con anche 17 ore di luce, anche più della California, e le favorevoli escursioni termiche consentono di ottenere vigne in grado di raggiungere la piena maturità pur conservando una fondamentale acidità.

Western Cape

Western Cape, o Capo Occidentale, è la casa di alcune delle più famose regioni vitivinicole del Sudafrica: Stellenbosch e Paarl. Produce un'ampia varietà di vini: i freschi, corposi e audaci rossi da uve Shiraz e Pinotage, gli eleganti rossi dall'alto potenziale di invecchiamento realizzati a partire da Cabernet Sauvignon o da blend bordolesi, i vini della Walker Bay a base di uve Pinot Nero e Chardonnay caratterizzati da uno stile che richiama quello della Borgogna e i Sauvignon Blanc che si originano nei climi freddi di Darling e Overberg. Le aree vitate si estendono per 300 km, da Cape Town alla foce del fiume Olifants a nord e per 360 km fino alla baia di Mossel a est I vigneti sono collocati generalmente mai a più di 160 km dalla costa: il clima può essere fresco e piovoso, come a Cape Point e nella Walker Bay, ma il più delle volte è di natura mediterranea. Nell'entroterra si avverte l'influenza del Grande Deserto del Karoo. La regione del Western Cape è disseminata di spettacolari catene montuose che formano la cintura di Cape Fold, di estrema importanza per la viticoltura in quanto contribuisce a definire terreni e mesoclimi ottimali per la vite. Granito, scisto e arenaria sono i tipi di suolo predominanti ma non mancano terreni alluvionali argillosi lungo i letti dei fiumi Breede, Berg e Olifants. Gli oceani circostanti, Atlantico e Indiano, giocano un ruolo molto importante sul clima della regione, agendo attraverso le rispettive correnti di Bengula e di Agulhas. I primi vigneti furono piantati nel XVII secolo da parte dei colonizzatori europei: Stellenbosch deve il suo nome al colonizzatore Simon van der Stel. Le viti devastate dalla fillossera nel XIX secolo sono state sostituite da varietà molto produttive come il Cinsaut. Dopo aver prodotto per un certo periodo unicamente brandy e vini fortificati, il Sudafrica riprese in maniera significativa la produzione di vini fermi e spumanti dopo l'Apartheid.

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